
Genova. Nove anni di reclusione. E’ questa la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Genova nei confronti di una quarantasettenne cairese, G.B., accusata di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti del figlio che all’epoca dei fatti aveva 10 anni. In secondo grado i giudici hanno ridotto di un anno la pena rispetto alla condanna che era stata inflitta all’imputata a Savona.
Confermata dai giudici della seconda sezione di Corte d’Appello l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale per la durata della pena, il risarcimento danni con una provvisionale immediatamente esecutiva di 30 mila euro.
Gli abusi si sarebbero consumati a Cairo Montenotte (il Comune si era infatti costituito parte civile con l’avvocato Luigi Gallareto) dove la donna viveva con il marito e il figlio maggiore. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Coccoli, era partita da una segnalazione dei servizi sociali del Comune: le assistenti avevano raccolto le confidenze del ragazzo che era poi stato così allontanato da casa e affidato ad una comunità. Racconti frammentari che parlavano di violenze psicologiche in famiglia (ma alle quali il padre e il fratello sarebbero stati estranei) e di punizioni corporali che, talvolta, sarebbero sfociate in attenzioni di tipo sessuale. Accuse che la donna ha sempre respinto nel modo più assoluto, sostenuta anche dal marito.