
Cairo M. Tre condanne a due anni di reclusione e 400 euro di multa. Si è chiuso con questo verdetto, questa mattina, il processo per i furti di carbone all’Italiana Coke di Cairo che vedeva a giudizio per furto aggravato due soci di una ditta di autotrasporti, Marco e Zaverio Ghisalberti, rispettivamente di 37 e di 60 anni, e Francesco Gresti, 61 anni, un dipendente della Italiana Coke, ora in pensione (e che all’epoca dei fatti lavorava come addetto alla pesatura dei camion e al rilascio dei bindelli nella cokeria valbormidese).
Secondo l’accusa i tre si erano accordati per alterare la pesatura dei carichi in uscita dall’Italiana Coke e poter così sottrarre diversi quantitativi di carbone dall’azienda. Il sistema sarebbe stato semplice: l’autista del tir andava a ritirare il carico per conto di una ditta (la “Antonio Ghisalberti Trasporti e Spedizioni snc” che aveva un regolare contratto con la cokeria cairese), il carbone veniva consegnato, pesato e l’addetto emetteva la relativa documentazione, ma poi, prima che il camion partisse per la consegna, un ulteriore quantitativo di merce veniva caricato senza però essere regolarmente registrato. Il carbone sottratto illecitamente sarebbe poi stato venduto irregolarmente ad altre aziende.
La condanna (ai tre non è stata concessa la sospensione condizionale della pena) ha riguardato due degli episodi contestati agli imputati, per la precisione quelli relativi al 12 e 18 settembre del 2008, mentre per tutti gli altri il giudice li ha assolti. I due trasportatori e Gresti dovranno anche risarcire il danno, che sarà da definire in sede civile, all’Italiana Coke (tutelata nel procedimento dall’avvocato Mariangela Piccone). I legali della difesa, gli avvocati Maurizio Dogliotti e Giorgio Zanelli, che probabilmente potrebbero decidere di ricorrere in appello attendono di leggere le motivazioni della sentenza che arriveranno tra sessanta giorni.
Nelle scorse udienze il dipendente dell’Italiana Coke aveva respinto le accuse. “Ho la coscienza a posto. Conosco i Ghisalberti, li vedevo molto spesso perché lavoravano quasi quotidianamente all’Italiana Coke, ma non c’è mai stato nulla aldilà di un normale rapporto di lavoro” aveva detto durante la sua deposizione Gresti.