Ponente. Pietra Ligure, Giustenice, Tovo San Giacomo, Magliolo: anche nella Val Maremola gli intrusi prendono di mira ville e abitazioni. La voce si diffonde e la percezione della minaccia altrettanto, perché il furto colpisce i beni materiali ma lascia sempre un segno demoralizzante. Anche in questa zona, come a Stella e a Segno di Vado Ligure, l’allerta è alta.
“Ho subito un furto il mese scorso e in un’ora hanno fatto razzia, non di cose preziose, ma di parecchi oggetti – sottolinea una negoziante – Ho sentito di altri furti nell’entroterra. E’ giusto preoccuparsi perché dobbiamo difendere quanto è nostro. Le ronde sono un’idea per un controllo, perché le segnalazioni di movimenti strani sono importanti per le forze dell’ordine che non possono arrivare dappertutto”.
“Siamo arrabbiati – dice chi ha già ricevuto una doppia visita dei malviventi – Se li prendiamo… Dobbiamo difenderci. Non possiamo lavorare tutto il giorno e tornare a casa trovando la casa ripulita dai ladri”.
“Il moltiplicarsi dei furti crea agitazione – afferma chi vive in una zona più isolata nell’entroterra – Ma non bisogna farne una tragedia. Io, poi, con il cane sono tranquilla. E’ giusto coordinarsi e collaborare tra cittadini; ci si conosce tutti e bisogna segnalare persone ‘strane’ e che circolano di notte”.
“C’è molta paura a Tovo – riferisce un cittadino tovese – La prima che hanno colpito è stata una signora in una villetta, addormentata con il gas. Sei mesi fa, poi, hanno legato un’anziana portandole via la pensione”.
Ieri l’incontro in Prefettura di fronte all’escalation di furti e case svaligiate. Al centro della discussione anche le ronde, già attivate a Stella San Giovanni dove un gruppo di cittadini ha organizzato turni di sorveglianza.
“Gli abitanti devono sapere che queste iniziative devono essere regolamentate e non possono essere costituite senza autorizzazione – ha detto il prefetto Gerardina Basilicata – Saranno effettuati servizi supplementari di vigilanza del territorio, con controlli cordinati fra le forze dell’ordine”.