
Oggi oltre 600 imprenditori balneari della Liguria saranno davanti alla sede della Regione Emilia Romagna in Via Aldo Moro per difendere gli stabilimenti balneari dall’evidenza pubblica e 30.000 imprese italiane.
“La protesta – si legge in una nota – prima di una serie di presidi regionali decisi dai sindacati di categoria – SIB, FIBA, CNA Balneatori e Assobalneari – cui seguiranno quelli di Roma, Genova, Napoli, Firenze, Bari e Cagliari, cui parteciperanno anche i movimenti e i comitati spontanei di balneari, ha lo scopo di far conoscere la verità sulla direttiva Bolkestein e sul comportamento deficitario del governo italiano, che si appresta a vendere le nostre spiagge alle grandi multinazionali”.
I sindacati chiederanno alla Regione Emilia-Romagna di appoggiare la loro posizione: non aprire procedure di evidenza pubblica e trovare, come in Spagna, una soluzione condivisa che tuteli l’offerta turistica italiana fondata su imprese piccole ma competitive.
“Dopo il presidio, i nostri rappresentanti sindacali incontreranno una delegazione della Regione Emilia-Romagna (guidata dall’assessore al turismo Maurizio Melucci e dal sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli) – recita ancora la nota – Inutile sottolineare che i sindacati e i balneari italiani si aspettano parole chiare da parte della delegazione romagnola contro le evidenze pubbliche e a favore di una proroga trentennale – in discussione in Parlamento su emendamenti di Di Pietro, Gasparri, e Latorre – che consenta alle imprese di sopravvivere e tornare a investire e a pensare all’offerta di spiaggia”.
“Appare a questo punto sempre più necessario attuare la linea adottata in Spagna che – grazie all’intervento del Governo Rajoy – ha fatto capire in sede europea come sia imprescindibile la difesa degli interessi nazionali legati al turismo. L’esempio spagnolo ha dimostrato che le nostre ragioni erano e sono sensate e che chi diceva il contrario (‘impossibile uscire dalle aste’) sbagliava. Domani andremo con un auspicio: vorremmo che tutte le regioni balneari, Emilia Romagna compresa, uniscano la loro voce e gridino insieme ai balneari, ai sindacati e ai movimenti e comitati spontanei ‘No alle aste'” conclude la nota.