
Savona. Non ci sono altri episodi e o denunce che riguardano Mauro Mellonio ed Alessandro Anselmo: il caso delle avances sessuali nei confronti della studentessa ventenne fermata all’Ipercoop a metà settembre è l’unico ad essere al centro degli accertamenti investigativi. Gli stessi inquirenti smentiscono che altre ragazze, sinora, abbiano contestato molestie ai due vigilantes.
C’è invece la situazione di due ragazzine sedicenni, sorprese tempo fa da altri addetti alla sicurezza a sottrarre trucchi dagli scaffali: i genitori hanno lamentato il fatto che le due giovani sarebbero state trattenute troppo a lungo nell’ufficio dell’ipermercato. Si tratta, però, di una vicenda senza alcuna attinenza con l’indagine che riguarda Mellonio e Anselmo coordinata dal pm Ferro, che sta approfondendo gli accertamenti ad ampio raggio.
Sul fronte sostanziale della pratica giudiziaria, invece, il legale difensore di Mellonio presenterà il ricorso al riesame per chiedere l’attenuazione della misura di custodia cautelare a favore del 46enne, finito agli arresti con il collega Anselmo, 34 anni, con l’accusa di aver fatto avances a sfondo sessuale alla ragazza di vent’anni fermata all’Ipercoop per il furto di una cover per cellulare. Dal canto suo Anselmo è ora ai domiciliari.
Anselmo e Mellonio devono rispondere delle accuse di tentata violenza sessuale aggravata, tentata concussione e violenza privata aggravata nei confronti della studentessa aspirante avvocato. I due addetti erano stati sentiti mercoledì a palazzo di giustizia: Anselmo (assistito dagli avvocati Federico Barbano e Monica Arnaldo) dopo tre ore di interrogatorio era crollato e aveva fatto ammissioni fornendo agli investigatori, di fatto, degli elementi che hanno avvalorato la versione della studentessa.
Una ricostruzione in contrasto con le dichiarazioni rese da Mellonio, difeso dall’avvocato Incorvaia, che aveva invece sostenuto di non aver fatto nessuna avance alla ragazza. Una versione che stride con la denuncia della giovane che aveva accusato i due vigilantes di averla molestata facendole intuire che la denuncia per furto si poteva evitare in cambio di favori sessuali.
L’episodio era poi degenerato nel “raid punitivo” contro le due guardie da parte dei parenti della ragazza arrivati all’ipermercato di corso Ricci per “chiedere spiegazioni” ai vigilantes. E la discussione era sfociata in un vero e proprio pestaggio davanti a decine di clienti (e per il quale lo zio della ragazza, denunciato da Mellonio, è indagato per lesioni).