Il problema del traffico sulla Via Aurelia esiste. Alcune soluzioni ci sono e sono attuabili da subito. Ad esempio i camion e gli autoarticolati dovrebbero per regolamento uscire al Casello autostradale più prossimo al punto di consegna e non percorrere l’Aurelia da Savona ad Albenga e viceversa per il solo fatto di voler risparmiare il pedaggio. Possibile che di questo nessuno se ne accorga?
I comuni costieri debbono creare vere e proprie aree di sosta merci su cui i furgoni debbono depositare le consegne e quindi recapitarle con mezzi più piccoli e meno invadenti. Occorre riformare il sistema della tentata vendita con gli automezzi, non è più sostenibile che mezzi frigo troppo grandi sostino impunemente al margine della strada per consegnare dieci mozzarelle o due pacchi di latte o un salame. Bisogna riproporre i sistemi degli anni 70/80 dove un solo mezzo (allora fiat 238) un doblo di adesso, consegnava per più ditte e per l’intera zona.
Si devono riesaminare le concessioni edilizie rilasciate nel tempo ai complessi immobiliari antistanti l’aurelia in quanto su di essi risultano probabilmente accessi impropri. Queste costruzioni debbono essere raggiunte da viabilità secondarie (strade comunali e/o private) e non interferire con accessi diretti ed esclusivi sull’aurelia. Le aree residuali all’aurelia, gli slarghi, debbono prevedere zone di emergenza e non soste a disco orario.
Si devono ridisegnare i passaggi pedonali con la logica di una pedonalizzazione compatibile con la funzione dell’ aurelia e non attraversamenti ripetuti, ravvicinati e che danno a temere di troppe volte di una logica clientelare. E tante altre piccole soluzioni che si possono trovare per migliorare la situazione. Ovvio che bisogna partire dal concetto che l’Aurelia non è una strada qualunque e, un’Aurelia libera, è un bene ed un interesse comune da difendere.
Ivano Rozzi