Ieri mattina anche a Savona si è svolta, contemporaneamente a tante città italiane e europee, la manifestazione proclamata dalla Cgil per protestare contro le politiche economiche di austerità; l’adesione è stata alta e ha visto una buona partecipazione anche degli studenti savonesi che hanno chiesto, a gran voce, attenzione e risorse per la scuola pubblica statale.
Per quanto riguarda la presenza degli insegnanti mi ha particolarmente colpito il fatto che, al di là del loro numero non elevatissimo, per la prima volta dopo tanti anni, ho avvertito una nuova voglia di reagire, di fare rete per organizzare forme di protesta e di rivendicazione; insomma non ho sentito ‘la solita rassegnazione’; sembra finalmente che, anche a Savona, il mondo della scuola si stia svegliando.
Questa atmosfera, a dire il vero, era già avvertibile nella commozione suscitata, venerdì scorso, da Nichi Vendola che, durante il suo incontro con i Savonesi, ha dedicato buona parte del suo intervento proprio al tema dell’istruzione e della scuola pubblica.
Poi, però, la bellezza della giornata di partecipazione e protesta è stata cancellata dalle notizie e dalle terribile immagini delle violenze e degli scontri, avvenuti in molte città, in cui ragazzini inermi sono stati, selvaggiamente, pestati.
Di fronte a questo non possiamo che fare nostro l’appello di Nichi Vendola: ‘Da uomo delle istituzioni provo sconcerto di fronte alle immagini di ragazzi inermi picchiati senza ragione. Un governo che ha cuore i propri cittadini deve tutelare e permettere sempre la libera manifestazione del pensiero, persino del dissenso. Per questo occorre una norma che stabilisca l’obbligo di portare un numero di identificazione per le forze dell’ordine’”.
Rosanna Lavagna
Coordinamento provinciale SEL Savona