
Savona. Nessuna responsabilità amministrativa nella morte dell’operaio Giovanni Genta, caduto nell’aprile 2009 dal tetto di un capannone del settore pale meccaniche della stazione di Miramare a Savona, da parte della società “Funivie Spa”. Lo ha stabilito questa mattina una sentenza del giudice Fiorenza Giorgi che ha assolto la società, che doveva rispondere come “persona giuridica”, dall’accusa di aver commesso un illecito amministrativo in relazione all’incidente mortale.
Giovanni Genta era deceduto in seguito ai gravi traumi, in particolare alla testa, che si procurato dopo una caduta di cinque metri dal tetto in lamiera del capannone delle Funivie. L’uomo era precipitato mentre, con due colleghi, si stava occupando della impermeabilizzazione della copertura: un intervento programmato e reso necessario dalle infiltrazioni causate dalle piogge dei mesi precedenti. Per quell’incidente è già iniziato un processo che vede a giudizio con l’accusa di omicidio colposo il responsabile sicurezza delle Funivie ed alcuni colleghi dell’uomo. Oltre a loro la Procura aveva chiamato in causa proprio la società Funivie che, tutelata dall’avvocato Fausto Mazzitelli, stamattina è stata sollevata da ogni accusa.
Alla società veniva contestato l’illecito amministrativo per non aver eseguito e programmato i lavori nella maniera corretta. In particolare l’ipotesi dell’accusa è che l’azienda, nel realizzare i lavori, avesse cercato di risparmiare a danno della sicurezza. Una tesi che è stata però smontata dalla difesa che ha dimostrato, documenti alla mano, che Funivie Spa aveva programmato il lavoro di manutenzione correttamente ed aveva predisposto tutte le misure di prevenzione infortuni necessarie.