Ceriale. Questa sera, presso la Casa dei Circoli in via Concordia 6 a Ceriale, sarà presentato “Duck in the box”, il primo album dei Flower Flesh, distribuito attraverso la casa discografica Black Widow di Genova.
La serata, organizzata dall’associazione Compagnia dei Curiosi e condotta da Alfredo Sgarlato, avrà inizio alle ore 20,30. La partecipazione è gratuita e all’interno del locale è prevista un’apericena a buffet.
I Flower Flesh sono un gruppo di cinque elementi composto dal bassista Ivan Giribone, dal tasterista Alberto “Mr. Apple” Sgarlato, dal batterista Andrea “Bea” Fazio, dal chitarrista Marco Olivieri e dal cantante Daniel “D.E.” Elvstrom.
Il progetto Flower Flesh ha avuto inizio nel 2005 dalla volontà del bassista Ivan Giribone e del tastierista Alberto Sgarlato di dar vita ad una band che avesse un suono originale e personale, ma che al tempo stesso non rinnegasse influenze appartenenti a tutta la storia del progressive rock, da band degli anni ’70 come Genesis e Yes, a sonorità anni ’80 tipiche di Marillion e Iq, fino al prog degli anni ’90 (Magellan, Porcupine Tree, Spock’s Beard) e di oggi (Tangent, Riverside, eccetera), il tutto senza disdegnare incursioni in territori più hard di band come Dream Theater, Kansas, Styx o Uriah Heep.
A quell’epoca entrambi i musicisti annoverano esperienze, soprattutto tra le cover bands; Ivan anche in campo hard rock e heavy metal, mentre Alberto ha suonato tra le altre in una tribute band dei Pink Floyd (i Syd of a Grape) e in una tribute band jazz-rock, gli Atollo K, con in scaletta brani di Billy Cobham, Perigeo, Soft Machine e Gong. Il primo a unirsi al progetto è Andrea Fazio, batterista con esperienze soprattutto in territori acustici, dal latin-jazz, ai cantautori, al blues.
Dopo cambi di formazione dovuti a molteplici ragioni, la line-up si stabilizza soltanto nel 2008, con il chitarrista Marco Olivieri che, oltre ad aver suonato nelle cover bands, può vantare di aver composto materiale proprio nella band nu-metal dei Kimeria e con il cantante Eros Elvstrom Indiberge, proveniente da una rigida formazione scolastica. Così, con il drumming jazzato di Andrea, le veloci basslines in continua evoluzione di Ivan, le sonorità volontariamente retrò di Alberto, fortemente incentrate su timbri di Mellotron e synth analogici, la versatilità di Marco, capace di passare da riff “muscolari” ad arpeggi rarefatti fino a languidi e toccanti assoli e la piena, calda, avvolgente e profonda voce di Eros, prende finalmente forma lo stile Flower Flesh che i cinque musicisti stavano inseguendo.
