
Regione. Al via ufficialmente l’iter per la riduzione delle Province nella Regione Liguria: saranno due invece di quattro secondo quanto stabilisce il progetto di legge di proposta al Governo approvato oggi dal Consiglio regionale: 25 voti favorevoli, 6 contrari e 6 astenuti. Scompare la Provincia di Genova, oggi commissariata dopo la scadenza della legislatura, e al suo posto nasce la Città Metropolitana di Genova.
Si fondono le Province di Imperia e di Savona, resta viva quella della Spezia. Il Consiglio della Liguria ha preso atto che la Corte Costituzionale ha fissato al 6 novembre la trattazione di svariati ricorsi contro il decreto-legge del Governo 201/2011 e che alcune province, come Imperia, hanno anche presentato ricorsi al Tar contro la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012.
Approvato fra gli altri un emendamento della giunta che definisce “una forzatura l’inserimento nella legge 135 del 2012 di un riassetto amministrativo strutturale dell’intero paese dal risultato economico assai incerto”.
E’ stata respinta la richiesta di Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) che aveva domandato il rinvio in commissione del provvedimento. Sulla proposta si sono pronunciati a favore Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) e Antonino Miceli (Partito Democratico)contro.
La nuova provincia di Savona e Imperia avrà un’estensione territoriale pari a kmq 2.701 e una popolazione residente di 510 mila 554 abitanti. Fra i criteri adottati nella definizione delle nuove province c’è anche quello per cui vengono mantenute le province confinanti solo con province di regioni diverse da quella di appartenenza: da questo criterio discende la conferma della provincia di Spezia.
L’istituzione delle città metropolitane decorre dal 1° gennaio 2014 ovvero dalla data della cessazione o dello scioglimento del consiglio provinciale, o alla scadenza dell’incarico del commissario eventualmente nominato.
Sulla base dei criteri della deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012, i Cal di ciascuna regione sono stati chiamati a formulare una ipotesi di riordino da trasmettere alla Regione entro il 3 di ottobre 2012.
Le Regioni, a loro volta, entro il 22 ottobre debbono presentare al Governo le proposte di riordino, formulate sulla base dell’ipotesi pervenuta dai Cal. Con un atto legislativo di iniziativa governativa le province saranno, quindi, riordinate sulla base delle proposte regionali con una contestuale, eventuale ridefinizione dell’ambito delle città metropolitane. Qualora le proposte regionali non fossero pervenute al Governo, il provvedimento legislativo verrebbe assunto dopo il parere favorevole della Conferenza unificata.
Qualora le attese pronunce della Corte costituzionale e del Tar dovessero comportare conseguenze rilevanti sull’impianto normativo, la Regione provvederà ad assumere, d’intesa con il Cal e con le associazioni degli enti locali, le iniziative necessarie per il riordino istituzionale perché possa procedere con modalità più rispettose delle specificità del territorio e dell’assetto sociale ed economico della Liguria. Alle nuove province sono attribuite le funzioni fondamentali, le funzioni di indirizzo e coordinamento del decreto cosiddetto decreto “Salva Italia”.