Albenga. Gli oltre 26 mila euro di debito accumulato nell’anno scolastico 2011-12 sono una costante, oramai da diversi anni, per molte famiglie distratte e per alcune, invece, più furbette che approfittano degli aiuti sociali di generazione in generazione. In totale, 416 famiglie sono morose, al 31 luglio 2012, oltre trecento quelle albenganesi, un centinaio quelle extracomunitarie. Oltre il valore di 10 euro, sono 85 le famiglie morose con un debito compreso tra gli 11 euro e i 100 euro, 27 le famiglie con debito tra 101 euro e 200 euro, 12 tra 201 euro e 300 euro, 5 tra 301 euro e 400 euro, 6 tra 401 euro e 500 euro, 4 oltre i 500 euro. Tra i debiti di maggiore consistenza vi sono molte famiglie con un solo figlio, alcune non residenti nel nostro Comune e solo una famiglia numerosa, la maggior parte senza mai essersi presentata a chiedere neppure la riduzione del buono dietro valutazione dell’Assistente Sociale. A questa situazione di ingiustizia sociale abbiamo deciso di mettere mano per rispetto di chi paga regolarmente il servizio mensa. Per un genitore basta recarsi agli Uffici sociali con l’ISEE del nucleo famigliare per chiedere una riduzione del buono mensa da euro 4.20 a euro 1.50 per il proprio figlio.
Capisco che il gruppo consiliare del Pd ingauno, guidato da un ex sindaco della “prima repubblica”, quale è Mariangelo Vio, entrato in fibrillazione nelle ultime ore per questa nuova disposizione, faccia fatica a comprendere le ragioni di un provvedimento così regolamentato sull’erogazione del servizio mensa scolastica, ma io sono convinto che la cosa pubblica vada amministrata con la stessa parsimonia con cui ciascuno di noi tratta il proprio portafogli e secondo principi di giustizia sociale. Non possono passare per “fessi” i genitori che pagano regolarmente il buono mensa per il proprio figlio. Anche perché la mensa scolastica non è obbligatoria, ma un servizio a domanda individuale e, laddove vi siano difficoltà economiche, i genitori possono sempre ritirare il proprio figlio per portarlo a casa a mangiare, se non riescono a sostenere la spesa di un buono di 1.50 euro al giorno. E comunque, gli oltre 30 piani di rientro già sottoscritti e i pagamenti avvenuti nelle ultime ore dicono più delle tante parole del gruppo del Pd.
Mi spiace che il Partito Democratico, di fronte a debiti di oltre 26 mila euro per morosità della mensa scolastica, che ricadono sulla collettività, faccia una meschina politica di pura demagogia senza pensare prima di tutto ai conseguenti tagli sulle borse lavoro per i disabili, sulle rette per gli anziani in struttura, sui pasti a domicilio a persone sole, sui contributi-affitto per le famiglie sfrattate, sugli aiuti a chi non riesce ad arrivare a fine mese. Se Mariangelo Vio, come Alessandro Andreis, con questi presupposti, sarebbero i nuovi Matteo Renzi della politica locale, allora qui nel centro sinistra la differenza tra rottamati e rottamatori non è poi così evidente.
Eraldo Ciangherotti