
Albenga. Sospensione del servizio mensa scolastica per le famiglie in debito con il pagamento dei buoni. Lo stop alla distribuzione dei pranzi per i figli dei genitori morosi è stato annunciato con una lettera dal sindaco Rosy Guarnieri condivisa dall’intera giunta comunale.
“È una scelta di equità sociale – dice l’assessore ai Servizi sociali Eraldo Ciangherotti – La lettera, che l’intera Giunta Comunale ha approvato e condiviso prima di indirizzarla a tutti i dirigenti scolastici, è non solo un richiamo per i genitori ‘distratti’, ma anche un modo per tutelare chi paga con regolarità: non è giusto che chi agisce in modo corretto sia svantaggiato”.
“A fine luglio – spiega l’assessore ingauno – abbiamo verificato che il debito dei pasti non pagati dalle famiglie nell’anno 2011/12 ammontava ad oltre 26 mila euro, e il debito singolo a carico di numerose famiglie, superiore anche ai 250 euro, richiedeva una più efficace regolamentazione nel controllo dell’erogazione del pasto. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha confermato che la mensa scolastica non è obbligatoria quando, per ragioni economiche, una famiglia non riesce a pagare il pasto: ecco perché abbiamo ritenuto opportuno invitare i genitori a presentarsi ai Servizi Sociali, istruendo la pratica di riduzione del costo del pasto, o l’eventuale richiesta di contributo, al vaglio però delle assistenti sociali, con le opportune e oramai regolari verifiche
fiscali”.
“Ci sono famiglie che non solo non pagano il buono mensa di € 4,20 a pasto, ma neppure si degnano di recarsi ai Servizi Sociali per chiedere la riduzione del buono mensa a € 1,50 al giorno. La lettera in questione ha già cominciato a produrre i suoi effetti: da quando, circa una settimana fa, è stato dato avviso alle famiglie da parte dei dirigenti scolastici, siamo già rientrati di quasi 7000 euro. L’amministrazione ha fatto questa scelta di regolamentazione proprio per evitare che, a fine anno, debiti imprevisti di tale portata creino disavanzo per il bilancio del sociale”.
“Non possiamo permetterci di accollarci a sorpresa questi grossi debiti che la precedente amministrazione utilizzava per fare assistenzialismo clientelare a pioggia ai danni dell’intera collettività: d’ora in avanti, gli alunni delle famiglie che accumuleranno un debito di oltre due pasti non pagati, senza aver fatto richiesta di contributo presso le assistenti sociali, non verranno più ammessi al servizio mensa a carico del Comune, e le scuole dovranno chiamare i genitori perché si facciano carico del ritiro dei loro figli durante l’orario della mensa scolastica” conclude Ciangherotti.