“Lidio Milanese era ‘Ianovi’, il comandante partigiano che arrivò con i suoi uomini armati a Cairo Montenotte il 25 aprile 1945 per la liberazione della città. Fu sindaco di Cairo per tre giorni, nel suo momento più bello, quando la popolazione, dopo aver sconfitto il fascismo e il nemico invasore tedesco, poteva tornare a credere nella libertà e nella democrazia.
Così raccontava lo stesso Lidio Milanese in un’intervista: ‘Siamo arrivati sul ponte di Cairo. Sono sceso [dai monti] coi miei uomini e sono arrivate subito tre macchine dei tedeschi. Uno dei miei uomini, che aveva il bren, ha cominciato a sparare. Questi qui con la macchina… sparavano anche loro. Allora sono entrato con gli uomini [in Cairo] e quando han visto che sono sopraffatti non hanno più sparato. Avevo io il comando della piazza, no.
Allora cosa c’era? Sono stati presi tutti i fascisti di Cairo. Sono stati portati in riformatorio. Qualcuno lo conoscevo, altri non li conoscevo, quando andavo là dentro li volevano tutti fucilare. C’era anche il papà del dottor Brin. Ho parlato con decisione e non hanno sparato a nessun prigioniero.
Io son stato sindaco per tre giorni, di Cairo Montenotte, e poi è venuto sindaco Carletto Rodino, che hanno fatto la costituzione del CLN… allora ho portato tutti gli uomini a Savona, al comando di Savona, in Valloria dove c’era tutti i partigiani ed ho presentato le forze agli alleati.
Ho presentato tutte le armi. Abbiamo presentato fucili, mitragliatrici, fucili automatici che avevamo e li abbiamo consegnati. Prima son arrivati gli americani e poi son arrivati gli inglesi. E abbiamo consegnato tutte le armi e lì…è finita. Dopo la Liberazione mi hanno fatto presidente dell’Anpi. Ci son stato vent’anni’.
Nessun luogo di Cairo ricorda oggi il comandante Ianovi, liberatore. Solo un libro di memorie alla “Casa del libro” di piazza della Vittoria, angolo via Roma, il titolo: ‘Comandante Ianovi – lidio Milanese partigiano’”.
Bruno Chiarlone