
Varazze. Gli abitanti di Casanova, la frazione varazzina ancora alle prese con le ferite lasciate dall’alluvione del 2010, rinnovano le rimostranze per gli interventi insufficienti sul territorio e lo fanno, con amarezza, nel secondo anniversario dell’evento distruttivo.
“Vivo qui da 40 anni, mi ricordo tanta acqua, una cascata dal muro della strada provinciale. Non è praticamente cambiato niente da allora: io direi ‘buio pesto’, non si è fatto nulla per questa zona. Io a questa gente, ai politici, non credo, faccio conto che non esistano” dice uno dei cittadini, Simome Trami.
“E’ una vergogna – fa eco Jole Damele – Speriamo che ci si mettano presto a fare questi lavori. Tanti i disagi per noi e tanta paura. Mi ricordo che l’acqua portava i massi fin quaggiù, una cosa pazzesca, tremo ancora a pensarci”.
“Tantissimi disagi in zona – conferma un’altra abitante, Susanna Badano – Abbiamo sempre il semaforo che, tra l’altro, dura un’eternità: se uno dovesse fare male come facciamo? Mi sta chiedendo dei lavori? Sono un’illusione, più che una speranza. Qui due anni fa c’è stato il finimondo, non auguro a nessuno di vedere cose del genere”.
C’è poco da commerare in questo strano anniversario. Qualcuno ha anche affisso un manifestino satirico vicino al palazzo comunale per stigmatizzare la mancanza di collegamento tra Comune, Provincia e Regione nella gestione dei fondi.
Nella cittadina del levante savonese ora sono in prorgamma interventi, già appaltati, in via Canavelle e via Alla Costa. La Provincia ha avuto qualche ritardo burocratico con un altro intervento da 1,8 milioni per mettere a posto rotonde, impianto semaforico e altri interventi nelle aree di sua competenza.
Il sindaco conta di avere a disposizione altri 20 milioni di euro che costituiranno una seconda tranche rispetto a quanto finora erogato: se ne saprà qualcosa di più in occasione del prossimo incontro in Regione con l’assessore Renata Briano.