
“Commentare proposte estemporanee sotto l’onda emotiva non fa parte del mio stile, vediamo cosa si pensa di fare di questo Paese”. Così il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha commentato la ipotesi di tre macroregioni italiane, rispondendo ai giornalisti a margine del Cal sul riordino delle Province in Emilia-Romagna. “Noi per adesso abbiamo messo punti fermi – ha rilevato – sul fatto che i Comuni piccoli facciano gestioni associate e sul fatto che le Province diventino enti di secondo grado. Sulle dimensioni regionali ci vuole una riflessione che sia più accurata. C’erano a suo tempo gli studi della Fondazione Agnelli che cercavano di dare un senso all’organizzazione regionale sulla base delle esigenze di una nazione moderna”.
Certo “questo federalismo basato sul regionalismo ha mostrato molti limiti (nel caso della nostra Regione no, ma in molti altri casi sì), quindi c’è bisogno di un ripensamento, evitando che il federalismo sia la riproposizione in chiave regionale dei difetti dello Stato accentratore”. La direzione giusta, ha proseguito, “era ed è la Carta delle Autonomie però poi non ci si può lamentare se il Governo fa decreti quando la Carta delle Autonomie sta ferma due anni in Parlamento”. E la sede giusta è “la Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali, i tavoli inter-istituzionali: questo andrebbe fatto, ma purtroppo non credo che ci sarà il tempo”.