
Borghetto S. Spirito. Quattro anni e sei mesi di reclusione. E’ questa la pena patteggiata questa mattina dai fratelli Salvatore e Vincenzo Garofalo, che erano accusati di una quindicina di furti in ristoranti, biblioteche, uffici, ma anche scuole della Riviera. I due, assistiti dall’avvocato Silvio Carrara Sutour, erano stati arrestati dai carabinieri di Albenga la notte del 7 marzo scorso in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il difensore, stamane, davanti al giudice Emilio Fois ha anche ottenuto dal pm il parere favorevole ad ottenere per i suoi assistiti gli arresti domiciliari.
Salvatore, classe 1959, e il fratello Vincenzo, classe 1962, entrambi residenti a Loano, secondo gli inquirenti non avevano altra attività se non quella di prendere di mira attività e esercizi commerciali per rubare quanto più denaro possibile, in molti casi non grandi somme, ma tali da permettere loro di “campare”.
I carabinieri, che prima di catturarli li tenevano d’occhio da tempo, parlano di circa 250 furti l’anno messi a segno nella zona che va da Albenga a Finale Ligure: in pratica, uno ogni giorno e mezzo. La Procura gliene contestava però “solo” sedici. La coppia di ladri era stata fermata mentre stava entrando in un ufficio e in una pizzeria di via Michelangelo a Borghetto Santo Spirito. Cento euro era il bottino che i militari gli avevano sequestrato.
L’arresto dei fratelli Garofalo si era concretizzato attraverso intercettazioni ambientali e pedinamenti: i militari avevano ricostruito il loro modus operandi per poi coglierli sul fatto. I due erano soliti uscire ogni notte intorno alle 3 per salire a bordo della loro Fiat 500 vecchio modello, di colore nero, con tutto il necessario per compiere dei furti: cesoie, chiavi di ogni tipo, cacciaviti e radio trasmittenti per tenersi collegati in caso di pericolo.
Sono 16 i furti accertati, con i quali i due malviventi hanno preso di mira: l’istituto Itis Albenga di regione Rapalline, il ristorante “Bastian Contrario” di Finale ligure, la biblioteca comunale di Toirano, il ristorante “Il Cappero” di Borgio Verezzi, l’impianto sportivo “Bike Parck” di Finale Ligure, l’azienda agricola “Horta Center” di Ceriale, il bar “Sabrina” di Ceriale, l’autolavaggio Self Service di Toirano, “Ecocentro” di Pietra Ligure e il “Caffè 900” di Loano.
“Vista la costanza nel perpetrare ogni sera uno o più furti, per loro si trattava di una vera e propria attività lavorativa, da momento che non ne avevano altra. Si trattava, insomma, di una coppia da almeno 250 furti l’anno” aveva spiegato dopo l’arresto il tenente Michele Morelli.