
Savona. “Un giovane femmina di capriolo è stata gravemente ferita da una muta di cani da caccia nei boschi di San Bartolomeo, sulle alture di Savona. Avvistata sanguinante da alcuni escursionisti, è stata da noi soccorsa e sottoposta ad intervento veterinario: il medico le ha ricucito diverse ferite ed è ora in cura presso la nostra sede ma le speranze di salvarla non sono molte”: a raccontarlo sono i volontari dell’Enpa savonese.
“La specie, assieme a cinghiali e daini, si è diffusa in molte zone della provincia, per la felicità dei cacciatori che ne cacciano alcune migliaia ogni anno malgrado le proteste della maggioranza dei cittadini – continuano i volontari – E’ proprio per le esigenze dei cacciatori che politici ed amministratori ignorano le nostre proposte per contenerne il numero e la crescita in modo incruento, visto altresì che la caccia non è la soluzione ma parte del problema: affidare a ricercatori ed istituti universitari il compito di studiare sistemi ecologici ed incruenti per limitarne la fertilità”
“In diversi paesi, anch’essi però soggiogati dalle lobby venatorie, ha avuto buon successo la somministrazione di sostanza ‘specie-specifiche’, ma questi metodi hanno la grave controindicazione di sottrarre prede alla caccia” conclude Enpa.