
Vado Ligure. Il Movimento 5 Stelle e la Rete Savonese Fermiamo il Carbone alla carica contro la conferenza deliberante per il rilascio dell’AIA ai due gruppi della centrale termoelettrica vadese. “Ribadiamo che la procedura di AIA per i vecchi gruppi deve essere distinta da altre procedure e prevedere l’adeguamento immediato alle migliori tecnologie dovute ormai da troppi anni: nella nostra diffida dello 12 settembre scorso abbiamo già chiesto e ribadiamo oggi lo scrupoloso rispetto delle normative di legge italiane ed europee rifuggendo qualsiasi ipotesi di AIA più o meno transitoria, che riteniamo un’inaccettabile scorciatoia che, lungi dall’assicurare la tutela dei cittadini e del territorio, ci appare come un incomprensibile ed enorme vantaggio nell’esclusivo interesse economico di Tirreno Power” sostengono grillini e ambientalisti.
I consiglieri del Movimento 5 Stelle, Milena Debenedetti e Andrea Delfino, hanno inviato formali osservazioni eccependo sulla regolarità stessa della convocazione, in quanto non è stato incluso il Comune di Savona: “La stessa Regione Liguria ha accorpato Savona, Vado e Quiliano nella considerazione della continuità urbanistica e territoriale – spiegano – Le emissioni che derivano dalla centrale termoelettrica hanno ricadute sui tre Comuni. Il raggio dell’inquinamento non è limitato ai Comuni su cui insiste l’impianto. Si ribadisce l’eccezione sulla regolarità e sulla validità del procedimento in oggetto in quanto appare evidente che il Comune di Savona in quanto direttamente interessato non è stato convocato ai sensi della normativa”.
Gli stessi grillini, inoltre, contestano un “conflitto d’interessi” nella giunta di Quiliano, additando in particolare il sindaco Alberto Ferrando, il vice Antonio Tallarico, l’assessore all’ambiente Giammario Satta, il consigliere Alberto Manzi e l’ex sindaco Nicola Isetta per i loro collegamenti diretti o parentali con l’impiego lavorativo in centrale.
“Gli amministratori e i funzionari che non pretendano, come dovuto, il rispetto delle normative AIA, anche attraverso più o meno sottili distinguo, evidentemente sono consapevoli di assumersi tutte le responsabilità, anche penali, conseguenti – aggiungono dal Movimento di Beppe Grillo – Ribadiamo che la nostra diffida non è uno sterile esercizio dialettico ma che è nostra fermissima intenzione, nei casi evidenziati nella stessa, darvi concreto seguito in tutte le sedi e con tutte le azioni legalmente consentite, a tutela della salute e del territorio”.
L’Autorizzazione Integrata Ambientale ai due gruppi termoelettrici da 320 Megawatt a carbone della centrale è una condizione richiesta dalla Regione perché l’azienda possa procedere nel progetto di ampliamento. L’AIA è funzionale a consentire l’esercizio dei due gruppi a carbone nel periodo transitorio. Il progetto prevede il loro completo rifacimento nel periodo di dieci di anni.