
Savona. Resta in carcere Ambrogio Massimo, il quarantenne savonese finito in manette martedì con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. Lo ha deciso il gip Donatella Aschero che questa mattina lo ha interrogato e ha poi convalidato l’arresto e confermato la misura di custodia cautelare. Massimo era finito in carcere dopo che i carabinieri avevano trovato nella sua cantina tre chili e duecento grammi di hashish, mentre nel suo appartamento, in via Milano a Villapiana, erano stati trovati alcuni grammi dello stesso stupefacente, un bilancino di precisione e sul balcone di casa anche alcune piantine di marijuana.
Davanti al giudice Ambrogio Massimo, che era assistito dall’avvocato Mara Tagliero, ha ammesso che le piantine sul terrazzo erano le sue, ma ha fermamente negato che la droga nascosta in cantina fosse di sua proprietà. L’uomo ha spiegato infatti che la porta del suo scantinato è rotta e, di conseguenza, chiuque poteva avere accesso a quel locale. Una giustificazione che, evidentemente, non ha convinto del tutto il gip che ha deciso di far rimanere l’uomo in carcere.
L’operazione che ha portato all’arresto del quarantenne aveva preso le mosse da alcune segnalazioni arrivate ai carabinieri di quartiere. Da quel momento in militari avevano iniziato ad osservarlo da vicino e i sospetti su di lui erano aumentati fino a che, martedì scorso, non era scattata la perquisizione domiciliare.