
India. Dopo sette mesi di lontananza, i genitori di Tomaso hanno potuto rivedere il figlio rinchiuso da più di due anni nel carcere di Varanasi, perché ritenuto responsabile, in primo grado, della morte del compagno di viaggio Francesco Montis durante un soggiorno in India (l’accusa di omicidio coinvolge anche l’amica torinese Elisabetta Boncompagni).
Le lungaggini di un primo processo a singhiozzo e l’impossibilità di conoscere la data di inizio dell’Appello, non sembrano aver scalfito la fiducia dei ragazzi italiani che sono apparsi sereni e determinati. “Ogni volta è una sorpresa: vedere Tomaso e Elisabetta così tranquilli dà forza anche a noi – dice mamma Marina – Erano mesi che non vedevamo nostro figlio e lo abbiamo trovato pronto ad affrontare le settimane che verranno. Sono in forma fisicamente e mentalmente, aspettano solo con ansia di conoscere la data dell’inizio del processo”.
I genitori del ragazzo albenganese sono partiti alla volta dell’India lo scorso 2 settembre con una prima tappa a Nuova Delhi dove hanno incontrato l’ambasciatore italiano e la dottoressa Carpini, primo consigliere. “Purtroppo nemmeno loro ci hanno dato notizie in merito all’Appello che, comunque, si dovrebbe tenere entro la fine del mese di settembre – fa sapere Marina Maurizio – Domenica incontreremo invece gli avvocati dei ragazzi per conoscere i tempi e la strategia che adotteranno durante le udienze”.
“Tomaso e Elisabetta si tengono costantemente informati su ciò che accade in Italia e ad Albenga, dal momento che settimanalmente li aggiorniamo tramite l’avvocato con tanto di corrispondenza e mail. Anche quello è un modo per passare il tempo nel carcere in cui sono costretti a vivere da più di due anni” conclude la mamma del giovane ingauno.