
Regione. “Si taglia soltanto nel pubblico e non nel privato” ha sottolineato il consigliere regionale Marco Melgrati intervenendo sul tema sanità, peraltro proponendo un recupero al pubblico della riabilitazione, affidandola al reparto ospedaliero albenganese, alla scadenza naturale della convenzione con la clinica San Michele. Si tratterebbe di 40 posti letto con un’ipotesi che comunque, secondo Melgrati, sarebbe realizzabile anche parzialmente, con un 50%-50% dei posti divisi tra pubblico e privato. Così il presidente della commissione sanità Stefano Quaini: “Melgrati ha introdotto un tema sacrosanto; sicuramente la spending rewiew ha picchiato durissimo in questa provincia soprattutto sul settore pubblico ed è ora di ragionare un po’ anche su altre cose. La proposta che ha fatto Melgrati relativa per esempio al discorso di Albenga, ovvero che la riabilitazione possa avere degli spazi all’interno dell’ospedale ingauno, è una questione sollevata opportunamente”.
“Il ragionamento del consigliere del Pdl è ampiamente condivisibile – aggiunge il consigliere regionale dell’Idv – perché è un ragionamento che parte da un lato da un fattore economico ed ha una sua economicità sostenibile e poi è importante anche dal punto di vista clinico. La riabilitazione pubblica all’interno dell’ospedale di Albenga infatti potrebbe essere molto potenziata e sicuramente costerebbe di meno farla in quel contesto. Per una volta quindi sono d’accordo con Melgrati”.
Ma quanto costa e quanto si potrebbe risparmiare? “Io una stima dei costi precisi di questa convenzione non li ho – osserva Quaini – Immagino che sicuramente sia più di un milione, quindi io penso che facendolo nel pubblico con un lieve aumento del personale andremo a risparmiare almeno tre quarti della convenzione se non di più. Un risparmio importante che consentirebbe di tenere aperti altri servizi fondamentali. E quando parlo di servizi fondamentali mi viene in mente per esempio la chirurgia generale di Albenga che è un servizio importantissimo per il territorio, ma che è anche un’eccellenza. E’ fatta in un contesto idoneo, con sale operatorie attrezzate e con sistemi altamente tecnologici. Non sempre questa Regione ha brillato per il livello di alcune chirurgie, ad Albenga c’è e funziona, abbiamo una scuola messa in piedi da Falchero e abbiamo altri professionisti molto validi che sarebbe un delitto confinare a fare solo la day surgery. La chirurgia generale ad Albenga deve esserci ed ha un suo significato ed attrae anche pazienti da fuori regione”.
Il direttore generale dell’Asl 2, Flavio Neirotti, sottolinea la propria posizione sul tema riabilitazione, ma in senso opposto: “Come posti di lavoro la San Michele li garantisce tanto quanto il pubblico. Per quanto riguarda i costi, abbiamo un contratto economico con la clinica, che ci dà garanzie sulla qualità del servizio e una grande economia di scala proprio su questo contratto. Non ci viene certo a costare di più, semmai di meno rispetto a quello che potrebbe avere nel pubblico”.