
Savona. Si è svolta ieri la presentazione del nuovo Savona, a distanza di tre anni e di circa trecento metri dal primo vernissage della gestione Pesce. La stagione 2009/10 ebbe inizio in darsena con i comici di Zelig e la musica, poi, sul campo, fu caratterizzata dai record dei ragazzi di mister Iacolino. Ben altro stile, senza tanti fronzoli, ha avuto al Palacrociere la prima presentazione della squadra biancoblu sotto la gestione targata Dellepiane.
La serata con la quale si è alzato ufficialmente il sipario sul Savona 2012/13 è stata una passerella che ha visto la nuova dirigenza presentarsi alla città. Poi, ad anticipare l’entrata in scena della prima squadra guidata dal “salvatore della patria” Ninni Corda, c’è stato spazio per il settore giovanile, vera novità degli Striscioni che puntano a diventare fucina di talenti per la propria squadra e non solo.
L’altra differenza subito saltata all’occhio a chi ha preso parte alle due “feste” è stata la presenza dei tifosi biancoblu. Numerosi e calorosi con tanto di fumogeni tre anni fa in darsena, pochi e scarsamente partecipi ieri sera, quando hanno accennato un solo timido coro. Dopo le delusioni degli ultimi anni gli ultras del Savona restano alla finestra, come dimostra la campagna abbonamenti che ha superato di poco le 100 unità.
La speranza di Braglia e di mister Corda è quella di ricucire in fretta il rapporto con la tifoseria perché, come ha spiegato lo stesso direttore generale, “giocare in uno stadio vuoto favorisce gli avversari”. E’ evidente che, per ritornare al calore che accompagnò la trionfale cavalcata dei ragazzi di Iacolino alla promozione in Lega Pro con la storica trasferta di Acqui e la relativa festa in piazza Sisto sotto le balconate del Comune, la società dovrà lavorare parecchio.
Mal comune mezzo gaudio, il Savona può cercare giustificazioni riguardo al calo d’interesse intorno alla squadra guardando al panorama nazionale. Infatti, se il girone A della Serie C2, l’equivalente dell’attuale Seconda Divisione, nel 2002/03 contava una media di 1131 spettatori a partita, il pubblico è andato calando inesorabilmente, fino ai 661 del 2007/08, ai 625 del 2009/10, ai 488 del 2010/11, con una lieve ripresa con i 642 dello scorso anno.
I dati raccontano che il “prodotto calcio” non tira più, oscurato dalla sua stessa concorrenza rappresentata dall’ampia offerta delle pay tv e da scelte poco apprezzate quali biglietti nominali e tessere. Il calo di presenze negli stadi, con qualche rara eccezione, si registra ovunque, da nord a sud, dalla Serie A alla Terza Categoria.
Al Bacigalupo, nel 2002/03, secondo i dati raccolti da Stadiapostcards, si erano contati in media 1405 spettatori a partita, complice anche l’effetto “Florentia Viola”, con uno stadio esaurito. L’anno successivo, erano crollati a 521. Nel 2010/11, anno del ritorno tra i professionisti, le partite casalinghe del Savona sono state viste da 847 persone. Nella scorsa stagione le presenze allo stadio si sono quasi dimezzate: 467.
I dati sono approssimativi, ma significativi. Non esistono riscontri delle stagioni in Serie D, ma sicuramente, complici gli ottimi risultati, i numeri erano stati superiori rispetto a quelli degli ultimi due campionati.
Solo le vittorie potrebbero aiutare a riempire nuovamente il Bacigalupo, ma forse, a causa di una passione ormai scemata, rischierebbero di non essere sufficienti. Il pubblico di Savona, una volta definito esigente, ora sta divenendo semplicemente disinteressato.
Sul blog della tifoseria, Biancloblutimes, il tema fa discutere. “Ci vorrebbe l’ingresso gratuito alle donne in primis e per i giovani, che devono essere la nuova linfa biancoblu” scrive un tifoso che aggiunge: “obbligo della presenza di tutti i ragazzi del settore giovanile, che coinvolgerebbero tanti amici”. Un altro sostenitore è realista: “Ragazzi lo sappiamo bene che il Savona ha quello zoccolo duro di trecento tifosi e basta, il resto è da riconquistare”. “Speriamo nei risultati – aggiunge un terzo tifoso -, perché alla presentazione l’80% erano genitori dei ragazzi che giocano nelle giovanili”.
Una piccola nota di colore: alla cerimonia di ieri era presente anche una vecchia conoscenza dei tifosi biancoblu, l’ex presidente Bettino Piro.