
Finale L. Primo direttivo per l’associazione “Salvaguardia del Finalese”, che conta una trentina di iscritti, e che si batte contro il progetto della riconvesione delle aree finalesi della Piaggio così come è stato concepito fino a questo momento.
Queste le richieste del giovane comitato: “Vogliamo un cambiamento radicale del progetto – esordisce Ferdinando Acqua Barralis, presidente dell’associazione – Il nostro intendimento è di promuovere un disegno migliore per Finale. C’è la necessità di far conoscere il piano su cui si discute ai finalesi, farli partecipare alla pianificazione che andrà a condizionare il futuro della città, e farli esprimere con una valutazione propria per poi collaborare con gli enti preposti”.
“Riteniamo che sia necessaria una riunione prima della conferenza preliminare – continua Acqua Barralis – Bisogna parlarne pubblicamente, ci sono già molti dubbi circa l’ultima versione del progetto. Alcuni esponenti dell’amministrazione vorrebbero procrastinare l’assemblea pubblica, per noi invece è da convocare subito. Ieri sera, nel corso del primo direttivo della nostra associazione, abbiamo deciso per una riunione aperta a tutti da tenere il prossimo 14 settembre alle ore 21 nella sala del Boncardo a Finale”.
“Le domande che ci poniamo sono le seguenti: quali sono i valori aggiunti del nuovo progetto rispetto a quello che Piaggio si era impegnata a realizzare nel 2008? E, soprattutto, ci saranno nuovi volumi residenziali? Noi siamo completamente contrari a quest’ultimo punto: non ci devono essere nuovi volumi di seconde case al di là di quelle previste nel piano originale. Altre questioni da sciogliere riguardano poi la viabilità”.
“Noi cerchiamo una collaborazione con Comune e Regione – dice ancora il presidnete dell’associazione “Salvaguardia del Finalese – Non siamo un comitato ‘contro’, siamo apartitici: sempolicemente non vogliamo subire scelte frettolose e che non trovano giustificazione. Finale ha già consentito la trasformazione di un sito produttivo in uno turistico facendo dunque la sua parte. Vorremmo aprire un dialogo più stretto con la Regione per capire perché le legittime aspettative dei finalesi vengono compromesse con una variante che non è sostenibile da nessun punto di vista”.
“Se dobbiamo sostituire un sito produttivo come quello della Piaggio dobbiamo ricavarne qualcosa, in particolare dal punto di vista dello sviluppo turistico, con costruzioni di alberghi e strutture che creino lavoro e diano prospettive. Oggi ci sembra che il progetto sia volto più alla commercializzazione delle seconde case piuttosto che a creare opportunità per il futuro della città”.
“Tempo fa è stato formato un contratto ed è l’accordo di programma del 2008: i ritardi che lamenta qualcuno non sono imputabili a Finale Ligure, intesa come comunità: bisogna capire come mai per quattro anni Piaggio non si sia mossa. La prima istanza protocollata con cui si richiede l’avvio della conferenza dei servizi risale a questa primavera: come mai? Ci saranno certamente state varie elaborazioni progettuali ma mai partecipate. E questa è una carenza grave imputabile a Piaggio. Se oggi ci sono ritardi e un’urgenza, questi devono essere risolti da chi li ha determinati”.
“Finale non può approvare un progetto così importante in tempi stretti e senza la dovuta attenzione. E’ il soggetto attuatore che deve farci capire perché oggi deve essere realizzato un nuovo progetto visto che quattro anni fa si poteva fare quello approvato allora. Oggi non si parla di una piccola modifica, ma di un disegno davvero nuovo. Dobbiamo avere garanzie: è rilevantissima la variante urbanistica che andrà a creare una nuova città nella città. Bisogna, ad esempio, valutare l’impatto ambientale di essa e avere garanzie in questo senso”.