
Savona. Posticipare di qualche settimana l’apertura della stagione venatoria (prevista il 16 settembre) e rimandare la liberazione di “selvaggina” da ripopolamento (lepri e fagiani, prevista qualche giorno prima). E’ la richiesta inviata al presidente della provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, dalla Protezione Animali savonese, a causa dell’eccezionale siccità di questi mesi, aggravata dagli incendi, ricordando che le leggi consentono alle province di “vietare o ridurre la caccia in determinate zone per periodi prestabiliti a determinate specie di fauna selvatica, per motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali e climatiche..”.
“Si tratta di una possibilità quasi mai attuata dalle province, che secondo la legge dovrebbero invece disciplinare la gestione della fauna selvatica in nome di tutti i cittadini e non solo dei cacciatori – silegge in una nota dell’Enpa – Per questo siamo fiduciosi nella correttezza istituzionale della giunta Vaccarezza, che non dovrebbe incontrare opposizioni tra chi si autodefinisce un ‘vero cacciatore che rispetta la natura’”.
“La perdurante assenza di precipitazioni, e le intense perturbazioni previste peggioreranno la situazione: mettono infatti a dura prova la sopravvivenza degli animali selvatici – prevedono i volontari – Particolarmente colpiti sono i soggetti acquistati dagli Ambiti Territoriali di caccia da allevatori e che vengono liberati nelle campagne poco prima dell’apertura della caccia per essere ‘sparati’ con facilità in un sanguinoso tiro a volo. Sono diverse migliaia di lepri e fagiani ogni anno, che non conoscono il territorio e non sanno procurarsi cibo ed acqua perché nati e vissuti in voliera, che normalmente sopravvivono liberi qualche giorno, se non poche ore, prima di essere divorati dai predatori o morire di fame o investiti sulle strade dove finiscono; e che con la siccità di questo periodo soccombono ancora più numerosi e rapidamente”.