[thumb:6115:l]Savona. La firma avvenuta ieri a Palazzo Nervi alla presenza del ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro del protocollo d’intesa che con il passaggio all’ANAS della Via Aurelia permetterà il prossimo anno l’avvio dei lavori per il nuovo tracciato dell’Aurelia bis tra Albissola e Savona ha consentito ai comitati di cittadini più critici sul futuro progetto di esporre ancora una volta le proprie ragioni. Nella sala consigliare di Palazzo Nervi, presente anche il Comitato Casello Albamare”; il suo presidente Paolo Forzano ha presentato direttamente al ministro Di Pietro “un dossier che illustra le ragioni per cui il comitato si è formato e sta chiedendo alle istituzioni la realizzazione del casello Albamare e lo ha accompagnato con la copia delle 5.000 firme raccolte”. Secondo quanto riferisce lo stesso comitato, “durante la permanenza in provincia il Ministro ha scorso il dossier e ha chiesto di parlare con Paolo Forzano per approfondire l’argomento, questo nonostante lo stretto ruolino di marcia del Ministro, in visita a numerose località italiane. Il ministro ha ritenuto molto interessante la spiegazione e ha detto che passerà la pratica al Presidente dell’Anas affinché la prenda in considerazione”.
Consegnata al ministro di Pietro anche una lettera scritta da “un folto gruppo di cittadini savonesi di via Scotto le cui abitazioni saranno interessate dalla costruenda Aurelia bis” nella quale chiedono che “il finanziamento per l’Aurelia bis” venga dirottato su quelle soluzioni alternative che “esistono, sono state presentate, non sono state ascoltate”. “La soppressione dello svincolo Margonara ha imposto un trasferimento dello svincolo nella nostra area, per cui da passaggio sotterraneo dell’Aurelia bis, si parla ora di svincolo per tutta la viabilità attualmente esistente, con la nuova Aurelia bis e con il costruendo porto turistico. È evidente che l’impatto ambientale e con il quartiere sarà decisamente superiore”, sostengono i firmatari. “Il nostro problema – concludono -, oltreché ovviamente personale, vista la necessità di abbandonare le nostre case, è di tipo civile e democratico: siamo assolutamente consci che in democrazia il bene comune imponga decisioni che possano essere contrarie agli interessi di qualche minoranza, ma nel caso di questa opera pubblica riconosciuta di scarsissima utilità pubblica e peraltro molto costosa, non esiste un corretto bilancio tra la pubblica utilità ed il sacrificio privato”. Pur ribadendo la priorità, nel caso di opere pubbliche necessarie, dell’interesse collettivo su quello dei singoli, il ministro Di Pietro ha sottolineato l’importanza del continuo dialogo con i cittadini che vengono inevitabilmente loro malgrado coinvolti subendo disagi. La questione tecnica dello svincolo che interesserà via Scotto è ancora allo studio e, ha assicurato alla delegazione presente in sala il capo compartimento A.N.A.S. Liguria Carla Roncallo, nelle prossime settimane saranno date risposte ufficiali ai residenti interessati. Da parte sua, il presidente Burlando, che fisserà entro la fine del prossimo mese un nuovo incontro per fare il punto definitivo sulla questione, ha garantito che i disagi saranno “ridotti al minimo” e i cittadini interessati dagli eventuali espropri saranno comunque tutelati in base a quanto previsto dalle leggi statali e regionali in materia.
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