
Alassio. “Dopo la chiusura della Rsa di Alassio per cartolarizzare l’ex ospedale Val d’Olivo e il plesso della ex Dialisi per fare cassa al fine di coprire il disavanzo della sanità pubblica della Regione Liguria c’è stato il trasferimento della Rsa dalla sede di Alassio all’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga; nella scheda allegata alla proposta di legge regionale sulla valorizzazione dell’ex ospedale Val d’Olivo di Alassio e della annessa palazzina ex Dialisi, dove sono previsti il cambio di destinazione d’uso in alloggi di lusso e la successiva asta per la vendita degli immobili, è stata riservata una quota pari al 10% circa (450 mq.) per la realizzazione, a carico di chi acquisirà l’operazione, di un volume attrezzato per Rsa (residenza sanitaria per lungodegenti), oggi trasferita presso il quarto piano dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga”. Così il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati che ha presentato urgente all’assessore alla sanità Claudio Montaldo sulle reali intenzioni della giunta regionale e del Direttore Generale dell’Asl 2 Flavio Neirotti di riportare, una volta realizzata la struttura, la Rsa. ad Alassio, secondo quanto realizzato, magari con l’ausilio di privati, a Varazze.
“Questa quota di destinazione d’uso a Rsa., una volta terminati i lavori dell’operazione immobiliare di chi si aggiudicherà l’asta pubblica per la realizzazione di alloggi di lusso nell’ex ospedale Val d’Olivo e nella ex palazzina Dialisi (circa 4.716 metri quadrati totali), dovrebbe ritornare ad essere adibita a Rsa, con il ritorno della stessa da Albenga ad Alassio, ci lascia molto perplessi. I dubbi nascono dai vistosi tagli del bilancio della sanità in Liguria e la prevista drastica riduzione di posti letto in provincia di Savona, con le ovvie economie di scala che la nuova location presso l’ospedale di Albenga comporta, e la contiguità con il Reparto Riabilitazione, anch’esso trasferito da Alassio ad Albenga”.
“Siamo ancora più perplessi e preoccupati per il fatto che non è stato stipulato uno straccio di convenzione preventiva tra il Comune di Alassio, la Regione Liguria e l’Asl 2 Savonese teso a impegnare la Regione e quindi la stessa Asl 2 Savonese a riportare ad Alassio, una volta realizzato e attrezzato il plesso a destinazione Rsa che in teoria dovrebbe rimanere nella disponibilità, se non nella proprietà, del Comune di Alassio” aggiunge il consigliere Melgrati.
“Ancora di più siamo allarmati dopo aver registrato le “vanterie” dell’assessore all’urbanistica di Alassio, Domenico Bogliolo che confonde edilizia popolare (E.r.p.) con edilizia convenzionata e magnifica questo accordo con la Regione Liguria, che dovrebbe riportare un servizio al territorio importante come la Rsa (residenza sanitaria assistita per lungodegenti), dopo i lavori, a carico dell’impresa che si aggiudicherà l’asta, ad Alassio”.
“Sarebbe grave realizzare un plesso per destinazione d’uso Rsa e lasciarlo tristemente abbandonato e vuoto, monumento alla mancanza di programmazione e di coordinamento tra Comune e Regione, che non avrebbero, in questo caso, saputo valutare l’evoluzione della situazione” conclude l’esponente del Pdl.