
Savona. Numerosi gli interventi dei nuclei operativi difesa mare della Capitaneria di Porto di Savona nella giornata odierna, in particolare per contrastare il fenomeno dei pescatori subacquei che, approfittando della minore presenza di bagnanti dopo il fine settimana, infrangono le regole che li vogliono ad almeno 500 metri dalle spiagge; la loro attività in mare con fucili carichi spaventa non poco i turisti, che segnalano immediatamente la situazione di pericolo al numero di emergenza 1530 della Guardia Costiera.
Nonostante la mancanza quest’anno di finanziamenti da parte del Ministero dell’Ambiente per mantenere costantemente una motovedetta dedicata unicamente alla tutela dell’area marina protetta Isola di Bergeggi, il personale della Capitaneria effettua frequenti ispezioni nella zona, sia in mare sia sulle spiagge, e oggi ha individuato nel primo pomeriggio un pescatore che stava immergendosi, senza segnalazione nella zona di mare antistante punta Predani. Fotografato più volte con il fucile in mano mentre procedeva alle immersioni, all’uscita dall’acqua il subacqueo non ha potuto obiettare nulla ai militari della Guardia Costiera, che hanno effettuato il sequestro delle attrezzature sportive e lo hanno messo a conoscenza del fatto che il suo comportamento, in quanto avvenuto all’interno di un’area marina protetta, non comportava una semplice sanzione amministrativa, ma diventava di rilevanza penale, essendo inquadrato quale violazione di norme di tutela ambientale. In base alla legge quadro sulle aree marine protette il pescatore rischia ora l’arresto fino a sei mesi o un ammenda fino a 12.500 euro.
Nella tarda mattinata un pescatore sportivo era stato bloccato in attività di pesca in zona balneare a Savona; anche per lui è scattato il sequestro dell’attrezzatura da pesca, accompagnato da una sanzione amministrativa di 1.000 euro.