
Albenga. “Sembra ormai piuttosto evidente che l’occupazione principale dell’assessore ai servizi Sociali di Albenga sia quella di insultare, intimidire e denigrare il Pd e la mia segreteria; i suoi maldestri tentativi di tapparci la bocca, derivano probabilmente dal fatto che mai come in questi ultimi mesi la mia segreteria è attiva sul territorio con proposte per la città, attività di coordinamento con i circoli del territorio ed iniziative critiche nei confronti dell’amministrazione Guarnieri”. Questa la replica del segretario cittadino Alessandro Andreis agli attacchi al partito democratico ingauno di Eraldo Ciangherotti.
“Mi meraviglio come questo ragazzo sia diventato, con l’approvazione di tutta la maggioranza, portavoce e protagonista di questa amministrazione, fino a sostituirsi alla figura stessa del sindaco in temi importanti quali la sanità”.
“Certe parole infarcite di menzogne lasciano perplessi proprio quando sono recitati da chi ha cercato di far parte in tutti i modi di questo partito ma una volta rifiutato decide di denigrarlo…Caro Ciangherotti, non sarà come la celebre favola della volpe e l’uva. Ho parlato di menzogne, certo, perché l’assessore sa benissimo che i circoli periferici non vedono un centesimo dei milioni distribuiti per i rimborsi elettorali e che tutte le nostre iniziative di autofinanziamento sono strettamente connesse a consentire un minimo di autonomia, per pagare manifesti, sale per conferenze, marche da bollo, suolo pubblico, affissioni, tipografia, affitto sede, tassa smaltimento rifiuti, gas, luce, un po’ di telefono; ha forse paura che la nostra attività metta in luce le carenze di questa amministrazione?” aggiunge l’esponente del Pd.
“Credo che, a questo punto, sia più importante che il Sig. Ciangherotti si occupi “bene” del suo assessorato, come più volte ribadito non solo da noi, perché dovrebbe vergognarsi dello stato in cui versano i servizi sociali; farsi richiamare all’ordine per assenza alle riunioni di programmazione con il rischio di perdere fondi destinati al nostro Comune in un momento come questo sarebbe un grave peccato; se non riesce a seguire tutte le sue attività, può sempre dimettersi, tanto non lo ha votato nessuno e questa traballante maggioranza avrebbe modo di accontentare gli appetiti di qualcuno” conclude il segretario Andreis.