
Finale Ligure. Il Museo Archeologico del Finale è stato inserito nella terna dei finalisti del Premio International Council of Museums 2012. Una notizia che è motivo di grande soddisfazione per il circolo Legambiente Arene Candide.
“Il riconoscimento – spiega Gabriello Castellazzi, vicepresidente del circolo – è l’ulteriore dimostrazione del valore di un’istituzione finalese che rappresenta i legami tra le caratteristiche uniche del nostro territorio e il messaggio culturale che dal lontano passato viene trasmesso oggi alla popolazione residente ed ai turisti ospiti”.
Il significato di questa scelta è illustrato dalle parole del presidente dell’Icom Italia, Alberto Gilardini: “Il patrimonio culturale non è un lusso al quale si può rinunciare. Al contrario, in tempo di crisi, può costituire una risorsa preziosa e un fattore competitivo di cui fare tesoro. I musei del XXI secolo non sono più solo istituti di conservazione del patrimonio culturale della memoria storica”.
“Essi – prosegue Gilardini – hanno una dimensione sempre più sociale e sono veri e propri servizi pubblici per tutta la comunità. Producono e comunicano saperi e creatività. Agenti di mediazione per il dialogo interculturale e la coesione sociale. Aprono le menti e aiutano a comunicare con il mondo,dando nuova linfa alle identità e alle radici culturali. Potenziano le attrattive dei territori, migliorando la qualità della vita di quanti in essi vivono e lavorano”.
“Legambiente – dice Castellazzi – condivide in pieno questa impostazione che si trova alla base dei riconoscimenti meritati dal nostro Museo Archeologico. Le considerazioni e i richiami puntuali sono valido stimolo per un percorso di promozione culturale lungo il quale è necessario ancora procedere”.
“A questo punto – afferma il vicepresidente del circolo Legambiente Arene Candide – è però obbligatoria una considerazione: sono necessari ed urgenti atti concreti per la realizzazione di quel ‘Parco Archeologico del Finale’ già tante volte annunciato. Parco che dovrebbe avere come punto di forza e di riferimento in primo luogo proprio la Caverna delle Arene Candide (ultima dimora del Giovane Principe); da ampliare poi con l’inserimento della Grotta delle Fate (sede di ritrovamento dell’Uomo di Neanderthal) e della Grotta Pollera: le prime, tra le numerose cavità finalesi, importanti per i preziosi ritrovamenti che hanno contribuito a far diventare grande proprio il Museo Archeologico del Finale”.
“Un Museo – conclude Castellazzi – diventato nel tempo sede di riferimento per gli studi di archeologia del bacino mediterraneo e che, insieme al ‘Parco Archeologico’, può incrementare quel ‘turismo culturale’ oggi in naturale espansione come testimoniano le più attuali ricerche di mercato”.