
Albenga. E’ una 635 semiautomatica la pistola con la quale Mattia Sirotti, 25 anni, la notte tra il 9 e il 10 luglio, aveva esploso due colpi contro il diciannovenne ecuadoriano Fabian Quintana durante una lite. L’arma è stata ritrovata ieri pomeriggio dai carabinieri in un campo sulle alture di Salea, non distante dall’abitazione del giovane finito in manette con l’accusa di tentato omicidio. E’ stato proprio Sirotti a chiedere di essere interrogato dal pm e a fornire le indicazioni utili al ritrovamento della pistola.
Ora che l’arma è stata recuperata dai militari è già stata disposta una perizia balistica che verrà eseguita domani. Un accertamento che è considerato importante per capire di più sulla dinamica della sparatoria e che potrebbe confermare oppure far crollare la versione di Sirotti. Il giovane si era sempre difeso spiegando di aver sparato in aria per paura di essere aggredito dal gruppo di ecuadoriani, ma secondo l’accusa questa ricostruzione non sarebbe attendibile.
La lite si era consumata in via Isonzo ad Albenga: Quintana aveva raccontato di avere visto il rivale puntargli contro una pistola ed esplodere due colpi. Di qui l’inseguimento, con il venticinquenne che avrebbe raggiunto la vittima e colpita con un oggetto contundente alla testa. In casa di Sirotti, noto ad Albenga per la sua attività di pugile, erano stati trovati un paio di grammi di cocaina, un bilancio di precisione e diecimila euro in contanti.
Nel frattempo per questa vicenda è partita un’altra denuncia: i carabinieri hanno infatti identificato il presunto complice di Sirotti, un albenganese che quella sera lo avrebbe accompagnato sotto casa del rivale in macchina e che ora è a sua volta indagato.