
Regione. “I temi che hanno richiesto maggiore impegno in commissione sono stati due: il ritorno a cinque giornate di caccia alla selvaggina migratoria dal 1° ottobre al 30 novembre e la chiusura della caccia al tordo anticipata dal 31 al 20 gennaio. Questo a tutela dei cacciatori, perché c’è il pericolo che altrimenti il Tar possa bocciare il calendario con conseguente sospensione della caccia per un periodo medio-lungo a stagione in corso. Pochi giorni fa il Tar ha dato il via libera al calendario della Regione Emilia-Romagna con chiusura anticipata al 20 gennaio, mentre altri calendari con la chiusura al 31 gennaio sono soggetti a ricorsi, i cui esiti dovrebbero essere noti nei prossimi mesi. Ci riserviamo, in caso di sentenze favorevoli, di portare la chiusura al 31 gennaio, impegno che abbiamo formalizzato approvando contestualmente un ordine del giorno in tal senso” Lo sottolinea in una nota Nino Miceli, capogruppo Pd in Regione, commentando il via libera al nuovo calendario venatorio.
“L’impegno del gruppo regionale del Pd va anche oltre. “Annuncio un percorso fra assessorato e associazioni venatorie, finalizzato a dimostrare lo stato di salute di alcune specie mediante i dati sugli abbattimenti per decadi, così come richiesto dall’Ispra – ha detto Miceli – Questo ci permetterà, il prossimo anno, di formulare e approvare il calendario in tempo perché eventuali ricorsi non pregiudichino la stagione venatoria”.
Forti le polemiche in Consiglio a seguito delle reiterate richieste di una parte dell’opposizione di allungare il calendario e ampliare lo spettro delle specie cacciabili “richieste che nella quasi totalità non è stato possibile accogliere – ha dichiarato Miceli – in quanto avrebbero esposto il provvedimento alla bocciatura del Tar con conseguente sospensione della caccia a stagione aperta”.