
Regione. Non si fa attendere la critica del Wwf al calendario venatorio varato oggi dal consiglio regionale della Liguria. “Dopo una serie di bacchettate da parte della Corte Costituzionale, che sono costate al contribuente ligure decine di migliaia di euro in spese per legali esterni, in Via Fieschi anche oggi si è tornato a parlare di caccia in occasione del varo del prossimo calendario venatorio regionale; in pratica le regole puntuali per la caccia nella stagione 2012/13 che dovrebbe iniziare la 3° domenica di settembre” annotano dall’associazione.
“Il consiglio regionale della Liguria sembra ostaggio dei soliti 4 consiglieri regionali con la licenza di caccia, in vena di pavoneggiarsi davanti ai soliti 30 anziani bus-trasportati, vantandosi dei propri emendamenti peggiorativi in netto contrasto con i pareri del mondo scientifico – proseguono dal Wwf – Infatti, nel proprio parere obbligatorio reso il 4 giugno scorso l’ISPRA ha già segnalato alla Regione che i periodi di caccia per alcune specie migratrici (tordi, beccaccia) sono eccessivamente dilatati, e che il ricorso nei mesi di ottobre e novembre a deroghe che portino da 3 a 5 il tetto delle giornate di caccia settimanali per sparare ai migratori dagli appostamenti, costituisce una pressione venatoria eccessiva sulla fauna selvatica”.
“Cercare di blandire le frange più incallite e minoritarie di sparatori , peggiorando la proposta formulata dalla Giunta per motivi puramente clientelari , è dunque un vecchio malcostume proprio delle promesse che non si possono mantenere. E’ anche grazie alla politica del raschiare il fondo del barile che i cacciatori liguri si sono ridotti di tre quarti nel giro di 30 anni, arrivando a circa 18.000 in tutta la Regione (dati recenti forniti dalle singole province liguri) , con un depauperamento complessivo del patrimonio faunistico” osservano gli ambientalisti.
“Invece – proseguono – sul fronte ‘caccia in deroga a specie protette’, a parte gli inutili tentativi leghisti di aprire la caccia ai fringuelli di pochi grammi di peso (tutelati a livello nazionale e comunitario), si registra per quando riguarda la specie storno un nuovo monito della Commissione UE. Dopo la condanna della Corte di Giustizia del Lussemburgo del 15 maggio 2008 per le illegali cacce in deroga allo storno effettuate in Liguria nel 2006, si aggiunge una recente nota dello scorso 25 maggio 2012 del Commissario all’Ambiente UE, Janez Potocnik, indirizzata al Ministro italiano dell’Ambiente Corrado Clini, che rammenta come Liguria, Lombardia e Veneto, anche dopo varie sentenze comunitarie di condanna, continuino a violare la direttiva comunitaria sulla tutela dell’avifauna; il Commissario Ue – tra l’altro- ricorda come il pretesto delle ‘cacce tradizionali’ non possa giustificare l’esercizio venatorio a specie protette come anche lo storno e il fringuello, non costituendo motivazione legittima per una deroga.
“Un plauso ai consiglieri regionali che si sono opposti a questo sfregio al patrimonio naturale” concludono dal Wwf.