
Savona. Inizia la seconda settimana di ritiro del Savona, che continua a faticare ad Arona. E’ l’allenatore in seconda Gianni Mattu, classe 1985, nativo di Nuoro, uno dei più giovani patentati della categoria, a seguire in prima persona, d’accordo con mister Corda, l’evolversi della preparazione.
“E’ vero , ho preso il patentino di allenatore che avevo poco più dei 25 anni minimi richiesti – racconta di sé Mattu -. Ho giocato a calcio, ho fatto Karate e ho seguito i corsi Coni indispensabili per ottenere l’abilitazione. Ho fatto il corso allenatori con Diego Lopez, capitano storico del Cagliari, a Tortolì. Con il mister lavoriamo in simbiosi: ci confrontiamo ed impostiamo la preparazione”.
In che modo? “Il calcio è cambiato, questo è sotto gli occhi di tutti. Basta vedere il Barcellona e, in Italia, la Juventus. Tutti puntano sul possesso palla. Per cui la prima settimana è stata improntata sull’intensità di gioco. Facciamo giocare spesso gli undici presunti titolari in inferiorità numerica, per accentuare il pressing e la capacità di far girare palla velocemente. Da questa settimana passeremo alla resistenza: ripetute sui 600 metri, in cui è 1’50” il tempo per fare bene: un livello da serie A. Nell’ultima settimana si punterà sulla forza intermittente: circuiti basati soprattutto sui balzi”.
A detta di tutti gli allenamenti sono molto faticosi…”E’ vero. Vogliamo ragazzi temprati a lottare per sé, per la squadra e con un gran spirito di sacrificio. Solo così, col duro lavoro, si può puntare sull’unico obiettivo che ci interessa: la vittoria”.
Intanto sta per rientrare in gruppo Virdis, mentre ha qualche acciacco Migoni. Giovedì amichevole a Dormelletto: l’avversario, però, potrebbe non essere il Sant’Angelo.