
Cairo M. I Comitati Ambientalisti Val Bormida tornano a farsi sentire dopo la notizia della diffida inoltrata alla Gale Srl di Cairo Montenotte da parte della provincia di Savona per il superamento del limite in concentrazione per l’inquinante “polveri”: “Il miglioramento della qualità dell’aria è un obiettivo fondamentale e strategico per la Val Bormida. Risultati apprezzabili possono essere ottenuti con il controllo e l’ambientalizzazione dell’esistente e l’autorizzazione solamente di nuovi impianti con emissioni in atmosfera a basso tenore di inquinanti”.
“I nuovi progetti industriali previsti sul nostro territorio, cartiera, biodigestore, centrale a biomasse e la recente richiesta di autorizzazione proveniente proprio dalla Gale per estendere la sua attività anche alla riattivazione di carboni attivi, determineranno al contrario un sensibile peggioramento dell’esistente. L’assenza inoltre del monitoraggio in continuo dei camini dell’Italiana Coke non permette la reale valutazione della qualità dell’aria che respiriamo. I recenti sforamenti registrati dall’impianto Gale dimostrano quanto fondate siano le nostre preoccupazioni e di quanto l’amministrazione cairese debba lavorare e impegnarsi su questo campo fondamentale per la tutela della salute” spiega il coordinatore dei Comitati Ruggero Delponte.
“A questo proposito – prosegue Delponte – ci auguriamo un’ampia affluenza popolare al consiglio comunale inerente queste tematiche previsto per venerdì 3 agosto, nonostante la data scelta non agevoli la partecipazione. In tale contesto la discussione dovrebbe individuare soluzioni operative concrete in quanto la salute è un bene comune che necessita della massima attenzione da parte di tutti gli schieramenti politici e che richiede l’interessamento diretto da parte di tutti i cittadini”.
“Ricordiamoci che l’inquinamento industriale colpisce i molti mentre lascia gli utili ai pochi e che il termine riciclo, ecologico bio-qualchecosa e simili sono sempre più spesso parole stravolte dal loro significato originario e asservite al puro guadagno, foriere di bassa occupazione e aggravate dal depauperamento del territorio” conclude Ruggero Delponte.