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Sassello tra prodotti tipici e antichi mestieri: tre giorni dedicati a golosità e tradizioni

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Sassello tra prodotti tipici e antichi mestieri: tre giorni dedicati a golosità e tradizioni
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Sassello. Prodotti e tradizioni protagonisti a Sassello. Dal 20 al 22 luglio, tutto il paese sarà coinvolto dalla grande festa all’aperto denominata “Sassello in piazza – Amaretto amore mio”, per celebrare le eccellenze locali che hanno fatto conoscere il paese ligure situato al confine con il Piemonte in tutto il panorama nazionale ed internazionale.

Tra i prodotti più rinomati spicca certamente il prelibato dolce di pasta alle mandorle la cui ricetta risale al XIX secolo, da cui il nome l’evento prende ispirazione, ma non mancheranno le altre prelibatezze che sin da tempi antichi hanno contraddistinguono l’economia del paese montano. Obiettivo della manifestazione, che per tre giorni dalle 16 fino a tarda serata animerà tutto il comune montano, è quello di valorizzare l’unico prodotto tipico di Sassello, ovvero la carne della bovina piemontese e di promuovere gli altri prodotti del comprensorio.

Venerdì 20 luglio, alle 16, nell’area Parco Giochi ad aprire ed accompagnare la manifestazione sarà la mostra del bestiame. La notevole presenza di boschi e pascoli sull’intero territorio, infatti, ha favorito lo sviluppo dell’allevamento di mucche e buoi, che oggi assieme ai settori dolciario ed agricolo, rappresenza una delle principali risorse economiche sassellese.

“La carne prodotta a Sassello è senz’altro di alto livello di qualità e gusto, ma dobbiamo fare qualcosa per non perdere questo prodotto – dichiara l’allevatore Francesco Romano – Se le nostre aziende vogliono sopravvivere devono farsi conoscere e portare gente a Sassello. Questo si può ottenere solo con l’impegno da parte di tutti. Al cliente e al turista bisogna offrire quello che abbiamo e fino ad adesso abbiamo offerto niente o ben poco. Con l’organizzazione di questa importante manifestazione abbiamo deciso di unire le nostre forze per dimostrare che anche un territorio come il nostro è dotato di mille risorse che nulla hanno da invidiare ai comuni turistici della costa ma che certamente hanno bisogno di essere maggiormente valorizzati”.

La festa sarà caratterizzata da una dimostrazione della trebbiatura del grano per far riscoprire ai visitatori gli antichi mestieri, quando la meccanizzazione era praticamente assente e le operazioni di semina, raccolta e trasformazione del grano venivano effettuate esclusivamente dall’uomo con il solo aiuto di buoi, mucche, cavalli o muli. Per l’occasione verrà presentata la trebbiatura effettuata con macchine usate fino a trent’anni fa, in modo da valorizzare la carne e tutti gli altri prodotti del comprensorio che rappresentano l’eccellenza gastronomica locale.

“Nel primo dopoguerra la popolazione sassellese viveva di castagne, legname e cereali coltivati nei nostri campi, ogni parte del territorio veniva coltivata a grano, granturco e orzo. Nonostante dalla semina al raccolto, il lavoro fosse effettuato manualmente, allora si producevano circa 2 mila quintali di grano, mentre oggi se ne produce 3-4 cento in meno, perchè alcune parti dei campi sono diventate spinai e boschi – dichiara l’allevatore Romano Francesco – Non esistevano trattori, trebbie o mietitrebbie. I campi venivano arati con le bestie, il grano veniva seminato a mano e coperto con zappe, rastrelli ed erpici trainati da buoi. A maturazione avvenuta veniva tagliato con falcetti a mano, poi veniva legato con aste di legno, per essere caricato sui carri e trasferito nel cortile della fattoria, dove veniva fatto l’accumulo. Nella grossa torre, le spighe venivano rivolte verso il centro mentre lo stelo della paglia doveva pendere verso l’esterno, per consentire all’acqua, in caso di pioggia, di scivolare via senza bagnare i semi. Quando il grano era ben secco e asciutto, avveniva la battitura e la divisione del grano dallo stelo. Un procedimento che i contadini effettuavano in un terreno pianeggiante di 15 metri per 15 con il solo aiuto delle bestie. A questo punto venivano presi gli escrementi dei bovini che venivano impastati con l’acqua per creare un composto che veniva sparso sul terreno, e che una volta asciutto formava una crosta dura come il cemento dove veniva allargato il grano ancora nella spiga”.

“Il grano veniva battuto da un rullo con listelli inchiodati tirato da bestie, che oltre a schiacciare, batteva sullo stelo del grano, per farlo uscire dalla spiga. Ad ogni giro di rullo la paglia veniva rigirata con un forcone di legno per non rischiare di bucare il fondo. Quando la battitura era finita si toglieva la paglia grossa, che serviva poi per il letto delle bestie nella stalla e si proseguiva la pulitura del grano dall’involucro e da tutte le impurità con un ventilatore che veniva girato a mano dall’uomo. Dopo tutte queste operazioni il grano veniva messo in sacchi di iuta e in cassettoni dove veniva scrupolosamente custodito fino alla macina e al consumo per le bestie”.

Dopo questa modalità di trebbiatura del grano, però, sono arrivate le prime trebbie azionate da trattori e la battitura viene effettuata direttamente in campo dalle macchine che tagliano e dividono il grano dalla paglia. Oggi quindi le macchine hanno sostituito gli animali ed hanno facilitato il lavoro dell’uomo, ma a Sassello dei 2-3 mila quintali di grano che si producevano un tempo, oggi se ne produce 3-4 cento in meno, perchè alcune parti dei campi sono state abbandonate. Sul territorio, infatti, le aziende che si occupano di questa produzione si sono ridotte notevolmente anche perché grano e granturco rappresentano il cibo ideale per i cinghiali. A Sassello così come in altri paesi montani della provincia savonese, le imprese agricole devono fare i conti con i danneggiamenti provocati da questi animali selvatici che per cibarsi rendono i terreni coltivati impraticabili, costringendo molti agricoltori ad abbandonare le coltivazioni.

“Nell’entroterra gli ungulati hanno letteralmente messo in ginocchio l’agricoltura – dichiara Aldo Alberto, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori – Più volte la nostra organizzazione ha sostenuto come le aree montane liguri stessero radicalmente cambiando: molte coltivazioni non vengono più praticate, i prati non si riescono più a sfalciare tanto sono degradati e scavati. È evidente che il numero dei cinghiali è troppo alto per il nostro territorio. La Confederazione Italiana Agricoltori di Savona ritiene che per rispondere alle giuste proteste degli addetti del settore sia indispensabile un nuovo sistema di controllo che contempli l’individuazione di aree non vocate al cinghiale, consentire più liberamente la caccia al singolo in difesa dei fondi agricoli, confermare battute straordinarie purché efficaci, metodi alternativi come gabbie e recinti di cattura, utilizzo anche della polizia provinciale. Bisogna avere la capacità di rompere gli schemi con proposte innovative per dare quelle risposte che tutti i cittadini ed il nostro entroterra attendono”.

Durante la tre giorni, le dimostrazioni di trebbiatura verranno effettuate per far riscoprire il giusto valore che una volta veniva dato al lavoro nei campi e di come i cambiamenti apportati nel mondo del lavoro agricolo possano rappresentare nuove risorse economiche. Se da una parte il bestiame veniva utilizzato prevalentemente per il lavoro nei campi, oggi, gli stessi animali possono essere allevati ad uso alimentare o per il tempo libero. Alcune aziende del sassellese che si occupano di allevamento per la produzione di carne, infatti, svolgono anche attività didattiche e di intrattenimento, come ad esempio per le escursioni a cavallo.

Durante “Sassello in piazza”, quindi, non mancheranno le opportunità di conoscere e assaporare gustose grigliate di carne allevate dai produttori locali accostate alla birra brassata con grano di Sassello, così come gli altri prodotti locali che hanno contraddistinto il nome di Sassello. All’evento saranno coinvolte tutte le aziende locali per far conoscere ai cittadini dei comuni vicini e ai turisti quanto di buono la terra di Sassello possa offrire e ad allietare la permanenza dei visitatori saranno le numerose iniziative correlate: giochi e animazione per i più piccini, battesimo della sella, mostra-mercato dei prodotti locali e mostre fotografiche allestite nel centro storico. A fare da cornice alla manifestazione saranno concerti e le serate danzanti curate da rinomate orchestre.

Redazione
17 Luglio 2012 alle 9:10
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