
Albenga. Anche il Pd ingauno prende posizione nei confronti dell’ipotesi della “morte” del Pronto Soccorso del Santa Maria di Misericordia. Un silenzio criticato da molti, quello del partito di centro sinistra, ma che ora viene interrotto dalle parole del segretario cittadino Alessandro Andreis.
“L’ipotesi del declassamento del Pronto Soccorso di Albenga a Punto di Primo Intervento h12 sembra esser sempre più concreto nelle decisioni della Regione, e l’intento della mia Segreteria è quello di far recedere la Giunta Regionale da questa ipotesi – esordisce Andreis – In questi mesi stiamo proponendo temi ed idee per un’Albenga che guarda al futuro, ma non ci vogliamo sottrarre a questa discussione di oggi e diciamo con chiarezza che questa ipotesi di un così drastico ridimensionamento sarebbe un errore, un ulteriore colpo all’utenza ed al servizio sul territorio. Lo diciamo qui come lo abbiamo già detto 6 mesi fa e come andiamo ripetendo a chi di dovere in Regione”.
“Comprendemmo, in nome di un contenimento dei costi e di un auspicato miglior servizio in termini di sicurezza ed efficienza, la mancata apertura di ostetricia – prosegue il segretario del Pd ingauno – In questa giungla di tagli e continue soluzioni al ribasso, abbiamo sempre chiesto che venisse presentato alla città ed al suo ampio comprensorio un disegno complessivo di riorganizzazione ospedaliera e dei servizi territoriali; abbiamo più volte rimarcato l’esigenza di potenziamento del Pronto Soccorso, l’apertura di un ambulatorio oncologico; non siamo mai stati pregiudizialmente contrari all’apertura del reparto di chirurgia protesica privato-convenzionato, osteggiato da molti che oggi ne declamano le qualità, e vediamo con favore quest’ultima proposta di un’eventuale guardia ortopedica in sostegno del pronto soccorso per potenziarne le funzioni”.
“I reparti di eccellenza per il recupero fughe come quello di Albenga sono servizi utili in scala regionale, ma non danno garanzie di servizio ai cittadini del comprensorio, che, invece, hanno bisogno di veder ridurre i loro tempi di attesa per esami e visite ambulatoriali, che sono certamente prestazioni che impattano maggiormente sulla vita degli abitanti di un comprensorio. Allora facciamo una proposta: perché non si investono 300 mila euro per tenere in vita il pronto soccorso, ricavandoli proprio dall’oltre un milione di euro che questo reparto di chirurgia protesica fa risparmiare alle casse regionali? Sarebbe un modo per ripagare i cittadini che si sentono defraudati dei loro servizi ma anche del loro ospedale. Credo ci possano essere margini di ragionamento e proseguiremo su questa strada, consci dei problemi economici ma fiduciosi di sostenere una causa utile alla sicurezza di noi cittadini del comprensorio”.
“A margine di questo discorso devo dire che sono sempre stato libero di condividere o meno scelte e provvedimenti da parte di Enti governati da qualsivoglia colore politico. Non accetto acriticamente le decisioni della Regione, e sarebbe assurdo il contrario, solo perché guidate da un esponente del PD, ma non ho accettato neppure di farmi coinvolgere in iniziative strumentali dettate dall’amministrazione Guarnieri, che hanno l’unico scopo di coprire i loro insuccessi e le loro difficoltà, senza nei fatti ottenere nulla, anzi trovando spesso ‘miracolose’ convergenze con le scelte Asl2 e della stessa Regione” conclude Andreis.