
Albenga. “Questo Comune, in particolare questa amministrazione, ha dato la propria adesione a tutte le forme di raccolta firme, petizioni popolari e proposte di legge, siano esse propositive o abrogative, che sono state, nel tempo, presentate. Lo scorso giugno, abbiamo ricevuto una richiesta di raccolta firme relativa ad un disegno di legge proposto dall’Istituto Amici di Luigi Sturzo, riguardante una iniziativa popolare per modificare il tipo di finanziamento pubblico ai partiti. Si è provveduto a raccogliere firme, e l’associazione stessa, qualche settimana dopo, ci ha ringraziato per la sensibilità dimostrata. Alcuni giorni fa, invece, abbiamo ricevuto il modulo da parte di Unione Popolare, aderendo alla richiesta di collaborare nella raccolta firme, con lo strumento che l’associazione proponente ci ha fornito”: questa la premessa del sindaco albenganese Rosy Guarnieri che tiene a precisare che la “morìa” di moduli relativi al referendum volto a tagliare gli stipendi dei parlamentari è un male comune, e involontario, di molti Comuni, non solo di quello ingauno.
“Per noi, si tratta di un atto di democrazia dovuto – continua il porimo cittadino – Chiunque presenti proposte di legge, ovviamente nel rispetto della normativa vigente, se autorizzata dal Tribunale competente e pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, troverà sempre le porte della Segreteria Generale aperte, anzi spalancate. Naturalmente, mediante gli strumenti che dai proponenti stessi ci pervengono, dal momento che gli uffici non possono prendere iniziativa. Come già affermato dalla stessa Unione Popolare, il modulo scaricabile online è disponibile solo da qualche ora: oserei quindi dire che, quando l’anonimo cittadino si è presentato in Comune, la Segreteria non avesse più moduli e non avesse la possibilità o il modo di procurarsene di nuovi. Fare dichiarare all’anonimo cittadino frasi ridicole sull’uso di “un foglio protocollo” od altre soluzioni di fortuna, significa fargli fare la figura di chi non ha minimamente idea di cosa si parli, in materia di proposta di legge, raccolta firme, né di quali siano le norme che regolamentano questa importantissima possibilità offerta al popolo”.
“In ogni caso, inviteremo le diverse associazioni a non far fiorire troppe proposte di legge simili, che si accavallino l’una con l’altra: sarebbe forse meglio unire le forze per un’unica proposta condivisa, magari con più possibilità di successo, contro i privilegi della cosiddetta ‘casta’. La stessa attività di scaricare i moduli, ma soprattutto la loro stampa a colori, rappresenta per gli uffici pubblici un costo da non sottovalutare. Inoltre, come si evince dall’articolo, risulta che Albenga non sia stato l’unico Comune rimasto ‘a secco’, cosa anzi assai diffusa” conclude Guarnieri.