
Liguria. “Il decreto varato dal governo per la razionalizzazione della spesa pubblica (spending review), nonostante le promesse di non diminuire i servizi per i cittadini, nei fatti prevede pesanti tagli indiscriminati, allo scopo di fare velocemente cassa ed evitare l’aumento dell’Iva da ottobre, rinviandolo al 2013. Il settore della sanità in particolare è quello più colpito, con un taglio di 5 miliardi nel triennio 2012/2014 a cui si aggiungono gli 8 miliardi già programmati dal governo Berlusconi: è una situazione insostenibile sia per il taglio dei servizi attualmente garantiti ai cittadini che per gli aumenti di tasse e ticket”. Ecco quanto affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in merito al decreto spending review varato dal governo.
“Per la Liguria nell’immediato tale situazione comporta una contrazione di risorse per circa 30 milioni a cui si aggiungono circa altri 30 milioni per ammortamenti, con una prospettiva di aggravamento della situazione per il 2013 e 2014”.
“Questo – continuano dai sindacati – si inserisce su un sistema sanitario ligure già fortemente stressato dai pesanti tagli degli anni precedenti (dal 2010). La Regione Liguria, pur avendo prodotto un apprezzabile risparmio di circa 30 milioni nel triennio trascorso, non ha ancora compiuto gli interventi strutturali necessari a mettere in maggior sicurezza il sistema, tanto che siamo ancora considerati la regione meno virtuosa di quelle non commissariate. Sono quindi da sostenere tutte quelle iniziative che come sindacato e regioni si stanno attivando con l’obbiettivo di arrivare ad una sostanziale modifica del decreto prima della sua conversione in legge in Parlamento. E’ possibile operare ulteriori risparmi, o diverso utilizzo delle risorse a disposizione, anche in sanità e nei settori socio sanitari che sono strettamente interconnessi e per i quali le stesse risorse di competenza dei comuni sono già state fortemente ridimensionate, ma questo comporta scelte mirate e selettive, con una forte coesione istituzionale e sociale”.
“Chiediamo alla Regione Liguria di procedere con più decisione nel percorso della riorganizzazione profonda del servizio sanitario regionale, superando la logica ancora presente del giorno per giorno: i tempi dei compromessi al ribasso sono stati travolti dalla crisi che stiamo attraversando. Il sindacato Confederale unitariamente nei mesi scorsi ha presentato pubblicamente e alla Regione una piattaforma i cui contenuti sono, a nostro avviso, un esempio positivo di razionalizzazione della spesa. Il punto cardine è lo spostamento del baricentro dall’ospedale al territorio” aggiungono i sindacati.
“Tale piattaforma – dichiarano – ha avuto da parte della Regione apprezzamenti formali e alcuni impegni sul tema della assistenza alle persone con malattie croniche, peraltro non ancora tradotti in fatti concreti; non ci sono risposte invece su materie qualificanti come la riconversione dei piccoli ospedali in Case della Salute territoriali, dove sia possibile avere dei punti di primo intervento aperti sulle 24 ore allo scopo di evitare accessi inappropriati ai Pronto Soccorso Ospedalieri e fornendo nel contempo ai cittadini servizi alternativi alle chiusure”.
“I rappresentati della Regione rilasciano dichiarazioni in cui si ripropongono gli interventi già decisi e che avrebbero dovuto già essere attuati da tempo ed inoltre possibili accorpamenti delle Asl e, come ultima possibilità, l’aumento delle tasse ai cittadini. Le norme per razionalizzare in modo positivo il sistema ci sono già tutte, basta passare alle fasi applicative, senza farci scavalcare ancora una volta dagli eventi e dagli interessi particolari e di lobbies. Apriamo quindi un serio confronto nel merito delle singole questioni, con l’obiettivo di rendere sostenibile il sistema senza tagliare servizi e senza aumentare le tasse” concludono.