
Varazze. “Ad oltre due settimane dalla firma in regione del protocollo di intesa tra Regione Liguria, Provincia di Savona, Comune di Varazze, Azimut-Benetti, organizzazioni sindacali e Rsu, i lavoratori dei cantieri ex-Baglietto di Varazze constatano che non si è ancora definito un percorso con date precise che porti alla chiusura della trattativa e al definitivo passaggio del sito produttivo al gruppo Azimut-Benetti”. Così in una nota i lavoratori del sito varazzino al termine dell’assemblea sindacale che si è svolta questa mattina presso il cantiere.
Ad oggi mancano ancora due passaggi fondamentali per cui è necessario stabilire una data certa: l’incontro per definire l’accordo sindacale tra la procedura, Azimut-Benetti e le organizzazioni sindacali contenente le modalità per il passaggio dei dipendenti alla società acquirente, oltre alle tempistiche di richiesta degli ammortizzatori sociali necessari ad affrontare il periodo di ristrutturazione e riorganizzazione del cantiere di Varazze, oltre alla stipulazione della procedura di Azimut-Benetti per la vendita definitiva del sito produttivo di Varazze.
“Il protocollo d’intesa riporta come data limite per il completamento di queste procedure il 30 luglio e quindi mancano pochi giorni per completare tutto l’iter. Riteniamo che il tempo a disposizione sia sufficiente a portare a termine tutte le procedure, tuttavia è assolutamente necessario stabilire una tempistica certa per l’espletamento di tutte i passaggi”.
“Si fa notare inoltre che i lavoratori di Varazze, a differenza dei dipendenti di La Spezia e di Pisa, non hanno ancora ricevuto il saldo delle competenze arretrate da parte della procedura concorsuale: chiediamo che la procedura si attivi per sanare questa situazione che consentirebbe a gran parte dei lavoratori di ricevere un aiuto economico importante ad affrontare con più serenità questo momento di crisi. L’assemblea dei lavoratori esprime preoccupazione e chiede che le istituzioni mantengano alta l’attenzione sulla vicenda che, seppure avviata ad una probabile conclusione, non è ancora chiusa e rischia di lasciare nell’incertezza i 29 dipendenti del sito produttivo di Varazze e le loro famiglie”.