
Savona. Di fronte al progetto di razionalizzazione della rete d’emergenza che verrà affrontato in maggioranza martedì prossimo, l’Italia Dei Valori, dopo una riunione del proprio gruppo regionale, ha deciso di prendere una netta posizione di difesa dei pronto soccorso e di non avallare l’ipotesi di passaggio di questa struttura di primo intervento.
Così Stefano Quaini, consigliere regionale Idv e presidente della Commissione Sanità: “La nostra considerazione nasce dal fatto che, guardando attentamente i numeri localizzati in queste strutture, è necessario fare un ragionamento diverso, anche perché il risparmio quantificato a nostro modo di vedere non è assolutamente così importante; sono altre le voci su cui si dovrà andare ad incidere e noi in maggioranza, martedì, porteremo un elenco di alcune convenzioni che non ci convincono ed altri settori in cui intervenire, tipo quello amministrativo e alcune consulenze che sono presenti in varie Asl, che possono portare ad un risparmio significativo.
“Nello specifico, venendo alla situazione di Savona, e in particolare Cairo e Albenga, la nostra considerazione è questa: Albenga farà 27.000-30.000 accessi all’anno, fra i quali molti nella fase notturna, e se questi accessi gravassero tutti sul Santa Corona, l’ospedale pietrese si troverebbe ad essere completamente intasato di pazienti e secondo noi non riuscirebbe a rispondere a tutte le esigenze del territorio. Parliamo di una zona che triplica e quadruplica la popolazione per sei mesi all’anno e c’è da dire che il Santa Corona andrebbe ad incidere qualcosa come 2700-3000 pazienti in più al mese, divenendo con 8000 pazienti, il primo pronto soccorso in Liguria” aggiunge Quaini.
“Pietra Ligure che è sede di Trauma Center e Dea di secondo livello avrebbe problemi enormi non solo per gli organici. Per gli organici pieni l’ospedale è già molto insofferente e a nostro modo di vedere il pronto soccorso di Albenga è una struttura importante che dev’essere salvaguardata anche con ipotesi di tipo diverso. Bisogno studiare ipotesi alternative”.
“Su Cairo la situazione è ancora più pericolosa perché in quel contesto non sono solo i numeri che contano. Ricordiamo bene che una chiusura sulla fase notturna darebbe una situazione di sovraccarico per il San Paolo di Savona, ma là in aggiunta ad Albenga che è vicino a Pietra, c’è una zona disagiata: i collegamenti tutto l’anno sono difficili rispetto alla Riviera e c’è quindi una tendenza ad avere difficoltà a raggiungere la costa. Parliamo di un percorso in ambulanza di 40 minuti e in un periodo di turismo estivo e nelle fasi invernali di disagio arriviamo anche a un’ora, ed è inaccettabile che un paziente venga trasferito in questi tempi”.
“Quindi, ci vuole un pronto soccorso valido ed efficiente che ovviamente per le patologie più gravi smisti verso Savona; non è possibile replicare questa situazione con un flusso continuo di ambulanze verso il San Paolo di Savona. Quindi, noi ci riserviamo di portare queste posizioni in maggioranza e ovviamente ci riserveremo un voto che potrà essere negativo” conclude l’esponente dell’Idv.