
Albenga. Il termine disumano ben si adatta allo stato igienico di un alloggio in via De Gasperi, ad Albenga, oggi sgomberato dal personale del Settore Tutela del Territorio del Comune e da agenti della polizia municipale. L’appartamento, costituito da tre vani più servizi igienici, occupato da due individui (entrambi privi di titolo e sottoposti a procedimento di sfratto) risultava privo di corrente elettrica, di gas e di acqua corrente.
“Dalle condizioni dell’alloggio e dallo stato degli occupanti – si legge nel documento a seguito del sopralluogo da parte dei vigili – si suppone che la situazione di sopravvivenza degli stessi sia già stata protratta nel tempo”, nonché “si segnala in particolare modo l’inesistenza sostanziale di un servizio igienico idoneo all’uso”.
L’intervento odierno ha fatto seguito ad un’ordinanza firmata dal sindaco Rosy Guarnieri dello scorso 27 giugno (preceduta da un’ulteriore ordinanza del 29 maggio, con la quale si dichiarava inagibile l’alloggio), emanata a causa del “protrarsi della gravissima ed insostenibile situazione igienico sanitaria” che “potrebbe creare pericolo all’incolumità pubblica”.
“L’occupazione dell’alloggio protratta già da tempo in assenza dei minimi requisiti standard (acqua, luce, gas), nonché le modalità di conduzione dell’unità abitativa (gravi inosservanze sullo smaltimento dei rifiuti organici che risultano accatastati in cucina e sparsi nell’alloggio, presenza di una vasca da bagno colma di rifiuti organici-biologici in stato di decomposizione avanzata) da parte degli occupanti – nota l’ordinanza – è da considerare un fondato e ragionevole motivo per ipotizzare l’esistenza di pregiudizio alla salute pubblica per motivi igienico-sanitari e pericolo di epidemie”.
“Si trattava di una situazione che, purtroppo, perdurava da tempo, alla quale finalmente è stato posto rimedio – commenta il primo cittadino – Le condizioni in cui versava tale alloggio avevano ormai travalicato ogni limite di civiltà e di decenza, creando non pochi problemi e disagi anche agli altri condomini dell’edificio. L’intervento si è reso necessario, per motivi di igiene pubblica, per prevenire eventuali complicazioni e per scongiurare il rischio di epidemie”.