
Albenga. “Sarà una coincidenza, molto strana, ma dal monitoraggio di una notte intera al Pronto Soccorso di Albenga, dove il sottoscritto ha chiesto di poter trascorrere parecchie ore dalle 21 di ieri sera, nessuna ambulanza è arrivata. Può essere che, nella prima decade di luglio, tutti godano di ottima salute, in controtendenza alle statistiche periodiche degli anni passati. La sensazione, però, è che, nelle ultime settimane, tutto il traffico delle emergenze-urgenze venga dirottato dalla centrale savonese del 118 agli altri ospedali del territorio. Sì, come il Tristo Mietitore, dalla Regione Liguria, si scagliano così sul nostro ospedale albenganese. Qualcuno, adesso, fermi la scure di Claudio Montaldo e Claudio Burlando, la premiata ditta che vuole ammazzare il nostro ospedale, trasformando il Pronto Soccorso di Albenga in Punto di Primo Intervento”. Lo afferma l’assessore ai servizi sociali del Comune di Albenga Eraldo Ciangherotti dopo una notte trascorsa al pronto soccorso del nosocomio ingauno.
“Con il fronte di battaglia, di qui a pochi giorni, sull’orario di apertura del presidio: 12 ore o 24. E pare già che il finale del copione, purtroppo, prevedrà il servizio limitato alle 12 ore diurne. Lì dentro, al pronto soccorso del Santa Maria di Misericordia, i dottori ormai vivono alla giornata, cercando di fare sempre del loro meglio, in una situazione di incertezza e precarietà dilagante. E intanto è arrivata l’estate ed il lavoro aumenta ogni giorno di più. Già da mesi sono andati via alcuni degli infermieri più esperti e preparati, che si sono spostati in rianimazione o altri reparti, proprio per fuggire dallo stress dell’incerto Pronto Soccorso. A inizio ottobre prossimo andrà via il responsabile che ha portato questo pronto soccorso a livelli di eccellenza. I medici, da qualche tempo ad organico ridotto, si sono dovuti inventare dei turni “lunghi” per non lasciare troppo da solo il collega di turno almeno nelle ore diurne. Vengono visitati circa 33000 malati all’anno, la metà dei quali in estate, quando, a detta degli operatori, capita di visitare anche più di 200 pazienti al dì. Saranno anche casi a media-bassa complessità, che però richiedono comunque una valutazione e, spesso, un codice bianco o verde nasconde insidie inimmaginabili. Rottura di organi interni per traumi apparentemente minori (e meno male che, per scuola dello storico Primario Abregal, tutti i medici lì dentro vivono in simbiosi con l’ecografo). Frequenti gli accessi per le sindromi coronariche acute in persone paucisintomatiche che magari arrivano da sole, in moto… e si potrebbero citare centinaia di casi”.
“Nessuno sa, all’interno del Pronto Soccorso di Albenga, nello specifico, cosa e come sarà il P.P.I. (punto di primo intervento), per di più aperto solo 12 h! I dubbi sono tanti, gli interrogativi infiniti. E alle 20 faranno come alla Coop ed avviseranno la gentile clientela di avvicinarsi alla cassa? E chi è in attesa di eseguire o farsi refertare esami o radiografie, prende il numero e torna in coda il giorno dopo? E le famose insidie dei codici bianchi e verdi…avranno 12 h di tempo per progredire con esiti, ovviamente, infausti, perché l’urgenza è qualcosa che può esistere solo 24 h su 24, 365 giorni all’anno. Le ambulanze transiteranno di qui ancora o no?”.
“Nessuno ha spiegato nulla. Di notte ci sarà solo il Santa Corona di Pietra Ligure, con un vuoto di circa 50 km rispetto al più vicino ospedale di Imperia? All’Ospedale pietrese, struttura fatiscente e superata già vicina al collasso…verrà dato il colpo di grazia con l’overcrowding? Vero, i pazienti più gravi del nostro territorio vengono già trasportati dal 118 direttamente a Pietra Ligure ma sono solo una minima parte. Il problema principale è il disegno criminale della Giunta Burlando che intende lasciare totalmente scoperta un’area enorme che va da Andora a Borghetto, comprende tutta la Piana e sale sulle colline sino ai vari Ranzo, Ortovero, Castelbianco, Caprauna, Castelvecchio ecc….”.
Pensiamo soprattutto agli anziani, ai pazienti con patologie respiratorie potenzialmente fatali (si può morire ancora di asma), alle allergie severe che, se non trattate immediatamente, saranno letali, al numero sempre più crescente di soggetti ansiosi o depressi, a tutte le persone che, negli ultimi anni, hanno trovato un ambiente sereno, professionale e, se vogliamo, familiare e verranno catapultati nella bolgia infernale del Santa Corona. E poi i turisti! Per la maggior parte famiglie e super anziani con mille malattie che vengono qui tranquilli, sicuri di poter fare affidamento sul nostro piccolo ma efficiente pronto soccorso andranno a mangiare la piadina romagnola? L’ospedale di Rimini sicuramente non chiuderà, anzi assume nuovo personale, mentre Albenga verrà depotenziato…” conclude Ciangherotti.