
Altare. La loro storia, per settimane, aveva occupato le prime pagine dei giornali tenendo tutti con il fiato sospeso. “I fidanzatini di Altare”, così come erano stati ribattezzati Massimo Albertelli, 39 anni, e Eleonora B., che oggi ha 19 anni ma all’epoca dei fatti ne aveva sedici, erano scomparsi da casa nel maggio del 2009 e per giorni, prima che venissero ritrovati, le famiglie non avevano avuto loro notizie. Questa vicenda, che almeno in apparenza si era conclusa con lieto fine, è invece finita in tribunale dove Albertelli deve rispondere dell’accusa di “sottrazione di minore consenziente”.
La famiglia della ragazza (assistita dagli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella) infatti, dopo che lei era tornata a casa, aveva deciso di presentare una querela contro l’uomo. Da lì era partita un’indagine della Procura che aveva portato al rinvio a giudizio di Massimo Albertelli (assistito dall’avvocato Renato Scosceria). Questa mattina in tribunale è stata celebrata una nuova udienza del processo nei suoi confronti: l’imputato sarà giudicato con il rito abbreviato nel corso del quale su di lui verrà anche eseguita una perizia psichiatrica. Il conferimento dell’incarico al perito è stato fissato per la prossima udienza che si terrà il prossimo 4 luglio.
Sui motivi dell’allontamento della coppia, subito dopo la scomparsa, erano state fatte molte ipotesi: dalla fuga d’amore (l’ipotesi che poi si era rivelata esatta) al gesto estremo di due innamorati non capiti dalle famiglie anche per la forte differenza d’età. La ragazza era stata ritrovata a Marsiglia, in stato confusionale, lui invece mentre percorreva a piedi la strada per Altare dopo essere rientrato in treno a Savona.