
Savona. Le casse comunali savonesi vedono uscire circa 5300 euro per risarcire il danno ad un dipendente (l’ingegner N.B.) che nel 2008 aveva promosso un giudizio contro l’ente. Il dipendente era stato trasferito internamente, con una modifica degli ordini di servizio. Il diretto interessato, vedendo inflazionata la propria professionalità, non aveva digerito il provvedimento.
Così, il dipendente aveva citato a giudizio il Comune chiedendo al giudice la dichiarazione d’illegittimità del “demansionamento” e, quindi, il reintegro nelle precedenti funzioni, il risarcimento del danno e il pagamento delle differenze retributive. A soccombere nel procedimento civile di lavoro è stata l’amministrazione, condannata al risarcimento, per la precisione (tra interessi e metà delle spese di giudizio) di 5.253 euro.
Il MoVimento 5 Stelle ha attaccato sindaco e giunta, commentando la pratica in consiglio comunale. “Il sindaco Berruti se l’è presa su questa vicenda, mentre l’assessore Martino è riuscito a rispondere con contraddizioni continue – riferisce Eric Festa, portavoce dei grillini – Cercano di far passare l’idea che si tratta di una questione che non riguarda la giunta. In realtà si tratta di un danno erariale e come tale va trattato. Quindi l’amministrazione deve considerare di rivalersi sui dirigenti che hanno causato il danno”.
“Se escono dei denari dalle casse comunali, pur essendo cifre non importanti, occorre sempre tutelare le ragioni della collettività. Dire, come ha fatto il sindaco, aprioristicamente di non voler esercitare il diritto di rivalsa sui dirigenti che hanno provocato il danno rispecchia una logica che vuole difendere la casta politico-dirigenziale. Questo è un caso accertato dal tribunale, il Comune, come prevede la legge e come si può verificare con la Corte dei Conti, deve rivalersi sui dirigenti quando questi creano un danno al patrimonio pubblico” conclude Eric Festa.