
Ceriale. Alessandro Bulla, il camionista venticinquenne arrestato con 350 chili di hashish, ha fatto scena muta di fronte al giudice per le indagini preliminari. Per l’uomo, sottoposto all’interrogatorio di convalida, si riaprono le porte del carcere.
Il giovane veneto era impegnato a trasportare su un furgone l’ingente quantitativo di hashish, in un viaggio che avrebbe dovuto portarlo dalla Spagna all’Italia, con un carico che valeva 4 milioni di euro.
Un telefonino spento, per evitare eventuali localizzazioni con cellulare da parte delle forze dell’ordine, e un meccanismo bloccato all’interno del camion, che avrebbe dovuto assicurare un nascondiglio sicuro per l’ingente quantitativo di stupefacente, non gli sono comunque bastati ad assicurare il lieto fine sperato dall’uomo. Il giovane è stato bloccato dalla polizia sulla A10 dopo un breve inseguimento che si è concluso nell’area di sosta Ceriale Sud.
“Il camion in questione è risultato sospetto perché ha fatto dapprima brevissime soste tra Imperia e Andora e, subito dopo, ha accelerato effettuando sorpassi azzardati – hanno spiegato gli inquirenti – A quel punto lo abbiamo seguito con quattro equipaggi e lo abbiamo fermato nella piazzola dopo l’autogrill di Ceriale Sud. Abbiamo portato il mezzo in commissariato per un controllo più accurato. Qui abbiamo notato delle parti riverniciate da poco: abbiamo chiesto se il mezzo fosse ribaltabile. Dalle risposte incerte, abbiamo capito che bisognava alzare il cassone: abbiamo così chiamato l’elettrauto, e sotto abbiamo rinvenuto la droga suddivisa in panetti di 100 grammi e 1 chilo. Trecentocinquanta chili di hashish per un valore di 4 milioni di euro”.