
Si è conclusa a Bruxelles l’audizione al Parlamento Europeo tra le associazioni nazionali delle Imprese Balneari e i Funzionari della Commissione per il Mercato Interno e i Servizi. L’oggetto della riunione era la richiesta di deroga alla direttiva Bolkestein sulle aste, alle quali le associazioni di categoria oppongono un deciso no.
Subito dopo il presidente della provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, delegato nazionale UPI per il demanio marittimo, ha dichiarato: “L’incontro di oggi alla presenza della Commissione europea è stato molto importante soprattutto a livello informativo. Tuttavia non sono affatto soddisfatto delle risposte che abbiamo ricevuto, in particolar modo a domanda precisa se sia possibile ottenere una deroga alla direttiva Bolkestein la risposta è stata negativa e cosa ancora più grave, questo diniego sembra condiviso dal governo italiano. Viene quindi inevitabilmente da pensare che la causa dei balneari non sia mai stata adeguatamente supportata da un’efficace azione politica del nostro Governo”.
“Quello che abbiamo appreso durante l’audizione ci motiva ancora di più nel portare avanti la nostra battaglia consapevoli che solo uniti, come lo siamo stati oggi, possiamo essere ascoltati dal Governo – ha aggiunto il governatore provinciale – Il governo ha il dovere di porre la giusta attenzione ad una causa che riguarda migliaia di imprese, migliaia di famiglie e noi abbiamo l’obbligo di far sentire queste voci”.
“Il prossimo 26 giugno ci sarà a Roma un Tavolo tra Regioni, Province e Comuni e da questo si ripartirà per il confronto con il nostro governo che non potrà più chiudere gli occhi su una realtà che rappresenta una risorsa economica, turistica e culturale peculiare e identificativa del nostro Paese” ha concluso Vaccarezza.
Per il presidente provinciale del SIB, Enrico Schiappapietra, “da Bruxelles ci aspettavamo una fumata grigia, pur tuttavia non c’è stato un no tout court alla nostra richiesta di deroga”. “Quello che fondamentalmente vogliamo – aggiunge – è che l’Europa non opponga un rifiuto alla proposta che nasce dalla specificità italiana e questa proposta deve avanzarla il nostro governo. La partita è ancora lunga e difficile, per ora chiaramente non siamo soddisfatti”.
“Oggi è la tappa di un percorso – conclude il responsabile del sindacato balneari – ma ne va del futuro di imprese e famiglie. La palla è al governo da circa otto mesi. E’ proprio il governo italiano che deve farsi portavoce della proposta per la salvaguardia della categoria. Contiamo che venga accettata dall’autorità europea senza preclusioni”.