
Savona. “Sono davvero formidabili le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Barbagallo in occasione del convegno ‘Dalla rete al piatto’: ‘Non è possibile che un Paese con migliaia di chilometri di coste come l’Italia sia costretto ad importare il 70% del pesce consumato a causa della troppa burocrazia’. La Protezione animali savonese si chiede dove questo assessore abbia passato gli ultimi 20 anni, non certo in Italia. Ed infatti tutti gli organismi scientifici mondiali (dalla FAO allo World Watch Institute) da anni lamentano che, malgrado un uso di tecnologia sempre più aggressiva, le catture di pesci selvatici sono in declino dal 1999 e che il 54% dei 46 stock ittici mediterranei sono sovra-sfruttati ed un terzo delle specie è addirittura in via di estinzione; la crescita delle meduse, con gli inconvenienti subiti dai turisti, invece di un mare pulito, dimostra che si sta vuotando di tonni, pescispada, squali, pesce azzurro e tartarughe che se ne cibano” lo si legge in una nota dell’Enpa savonese.
“Ed allora, in questa situazione da ultima spiaggia, l’appello giusto sarebbe: ‘Italiani mangiate meno pesce!’. Invece di promuovere il consumo di pesce con il pescaturismo o l’ittiturismo o, peggio ancora, con la pesca cosiddetta sportiva offerta ai bambini delle scuole, si comincino a recuperare le migliaia di reti perdute o abbandonate dai pescherecci ma sempre attive, si limiti la pesca professionale ma soprattutto quella sportiva, perseguendo chi vende sottobanco il pescato ‘sportivo’, si tuteli la fascia costiera, si ingrandiscano le aree marine protette e si favorisca l’osservazione incruenta e non la pesca degli animali marini” conclude la nota.