
Provincia. “L’incontro di domani a Bruxelles si tradurrà da una parte come necessità per i rappresentanti istituzionali di regioni, province ed enti locali di tutelare le attuali imprese dal pericolo delle aste e dall’altra come primo passo per riuscire a definire chi sia il vero interlocutore per i Balneari. Il senso della riunione sarà dare forza al tavolo della trattativa sulla direttiva Bolkestein e capire quello che dovrà essere l’iter per poter ottenere il dovuto riconoscimento delle ragioni dei balneari”. Queste le parole del presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza per la presenza delle associazioni nazionali delle imprese balneari a Bruxelles, per un’audizione al Parlamento europeo con i Funzionari della Commissione per il Mercato Interno e i Servizi al fine di tutelare le imprese balneari dalla applicazione della direttiva Bolkestein.
Una delegazione italiana composta dai rappresentanti dei Sindacati del settore balneare, dal presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza delegato nazionale U.P.I. per il demanio marittimo, dal delegato nazionale A.N.C.I. per il demanio marittimo Luciano Ponticelli, dai Coordinatori nazionali delle regioni per il turismo e per il demanio, rispettivamente Mauro Di Dalmazio e Marilyn Fusco, da parlamentari italiani ed europei.
“Domani noi vogliamo dissipare ogni dubbio, le domande sono semplici: chi è il nostro interlocutore? Il Governo italiano? L’Europa? La partita su quale campo si giocherà? Roma? Bruxelles? La causa degli operatori balneari italiani è giunta ad un momento cruciale e necessita di una linea forte e chiara che ci possa garantire non la proroga ma bensì la definitiva esclusione dall’applicazione della direttiva. Così come è stata riconosciuta la tipicità della coltivazione olandese del tulipano e dei mercatini natalizi tedeschi, allo stesso modo chiediamo venga riconosciuta anche la specificità del settore turistico balneare italiano rispetto a tutte le coste europee”.
“Se così non fosse si perpetrerebbe un vero e proprio “esproprio” di aziende balneari a conduzione familiare che graverebbe non solo sulle spalle degli operatori del settore ma sulla economia delle città costiere di tutta Italia” conclude Vaccarezza.