
Alassio. Il consigliere regionale del Pdl Marco Melgrati commenta la sentenza del Tar che condanna il Comune di Alassio a pagare 223.000 euro alla Severn Trent che si era aggiudicata l’appalto per la realizzazione del depuratore comunale, con la nuova giunta alassina, invece, che non ha fatto mai mistero di voler collegare la città del Muretto con l’impianto comprensoriale previsto a Villanova.
“L’assessore Scarpati esulta perché tanto non dovrà pagare lui…” dice Melgrati. “Mancano ancora all’appello i 450.000 euro spesi dalla società Acqua Azzurra per realizzare il progetto presentato all’atto di impulso del project financing; avrebbero dovuto essere pagati dalla Severn Trent alla aggiudicazione del bando; ora saranno a carico del Comune. E sono altri 75.000 euro per ogni assessore e per il sindaco”.
“Anche perché, appena in possesso della sentenza del Tar, sarà nostra premura trasmettere tutto alla Corte dei Conti, per appurare la responsabilità della giunta in questa scelta, dettata non già dall’amore per la città ma da meri motivi politici di adesione al progetto di Villanova, targato Pd”.
“E’ inutile ricordare che la scelta del depuratore a Sant’Anna era stata fatta dall’allora sindaco Avogadro, oggi pentito, perché il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni di Alassio e Laigueglia, situato in Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un progetto per un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai realizzato perché l’amministrazione provinciale di sinistra in allora ci avvertì con toni minacciosi circa l’impossibilità di dare il nulla osta allo scarico a mare del pretrattamento, di competenza provinciale, se non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3 millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del liquame e, secondo me, per un Comune che non ha impianti industriali, era più che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio” spiega ancora Melgrati.
“Quanto previsto dal Piano Regionale della Depurazione era stato traslato nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale, che prevedeva 3 depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga, con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad Andora insieme a Testico e Stellanello. In seguito a quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ATO provinciale il Comune di Alassio aveva deciso di avviare una gara in project financing per realizzare il depuratore. Ora i nodi vengono al pettine, ma chi pagherà per questa decisione? i Cittadini di Alassio? Non credo proprio, a pagare sarà la giunta di Alassio che sarà chiamata dalla Corte dei Conti a rispondere di questa decisione dettata dalla politica e non dal buon senso…E intanto il depuratore di Villanova ha perso i finanziamenti Fas Regionali (almeno per ora), e il progetto è in alto mare, se non da rifare come il bando…”.