
Giustenice. “Permangono comunque tutte le incongruenze su una caccia ormai pressoché sfuggita di mano e per la quale si applicano regole superate e inadatte. Prova ne sono i continui richiami alle popolazioni che già subiscono i danni e le angherie conseguenti, intimazioni e divieti che andrebbero rivolti in ben altra direzione, verso coloro che ritengono mantenere e far riprodurre i cinghiali nelle aree di facile accesso e controllo, dando loro da mangiare ormai a livelli insostenibili. Aree che, guarda caso, sono quelle prossime ai coltivi, carrozzabili e abitate, di facile raggiungimento in auto”. Questa la posizione del sindaco di Giustenice sulla recente approvazione del regolamento alla caccia al cinghiale e ungulati.
“Inoltre non giocano certamente a favore di una cultura sulla caccia, a tutta la caccia, quindi, l’innalzamento a “eroici abbattimenti” quali si enfatizzano sui media con le azioni di contenimento. In tal modo si attuano ed esaltano credenze sulla negatività della caccia in toto, dando sponda a facili retoriche e creando divisioni nell’ ormai sempre più residuale contesto venatorio. Esattamente una visione opposta alla formazione etico-venatoria che dovrebbe invece essere basata sulla sostenibilità concreta e verificata di una caccia sempre più invasiva e pericolosa”.
“Tra l’altro, ultimamente, anche privata di quelle conoscenze balistiche di base che dovrebbero fare utilizzare le armi da caccia come strumento dimensionato ed efficiente senza aprire alle esperienze empiriche di tipi di arma ancorché legali e consentite certamente, ma avulse dai dettati tecnici e di adattabilità alle varie specie. E’ dominio comune una pressoché impunità della caccia al cinghiale rispetto alle altre, che pagano un contributo notevole nel campo sanzionatorio, anche a ragione certamente per chi effettua seri e puntuali controlli. Per queste ed altre ragioni ho già scritto alla Provincia di Savona e all’Ambito Territoriale Competente affinché ci si possa incontrare per disciplinare la caccia in una vasta area abitativa e coltivata del nostro Comune, tenuta sotto assedio in periodo di caccia, chiusa dai cinghiali e altri ungulati che distruggono muri a secco, coltivi, vigne e impianti novelli di alberature, dissuadendo i pochi coltivatori rimasti da sacrifici ormai pressoché inutili” afferma Rozzi.
“Inoltre la necessaria regolazione territoriale degli accessi con armi a canna rigata nelle zone ad alta densità abitativa e veicolari. In ultimo sarà altresì necessario regolare il traffico e gli accessi sulle strade tagliafuoco e interpoderali del territorio comunale per i danni cagionati dai veicoli che transitano su di esse in ogni condizione climatica rendendo vana la manutenzione effettuata dal comune e dai privati. Confido pertanto di essere chiamato a breve per le valutazioni dl caso al fine di non essere costretto ad emettere provvedimenti di chiusura o restrizione delle zone di caccia” conclude il sindaco di Giustenice.